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‘Na Pizza, con Renato Bosco alla scoperta dei segreti della pizza. L’intervista

Nei sei episodi del format ‘Na Pizza (in prima tv assoluta su Sky e in streaming su NOW dal 9 dicembre), l’imprenditore e pizza-ricercatore veneto ci porta alla scoperta dei segreti di uno dei cibi più amati in Italia e nel mondo, la pizza. Per saperne di più, lo abbiamo intervistato per voi

Nell’inedito format ‘Na Pizza in arrivo su Sky in prima tv assoluta, Renato Bosco, imprenditore e pizza-ricercatore, la cui omonima pizzeria di San Martino Buon Albergo a Verona è in cima alla classifica della Guida Pizzerie d’Italia 2023 del Gambero Rosso, ci accompagna alla scoperta del piatto più amato in Italia e nel mondo, sua maestà, la pizza. In attesa di vederlo all’opera, a partire dal 9 dicembre su Sky e in streaming su NOW, lo abbiamo intervistato per conoscerlo più da vicino. Ecco cosa ci ha raccontato.

L’INTERVISTA A RENATO BOSCO

Lei entra nel mondo della ristorazione a 15 anni, come nasce questa sua passione?
Inizialmente è stata un’esigenza di famiglia, mio padre in quel periodo perde il lavoro e per puro caso entro a lavorare nella pizzeria del paese gestita da salernitani che si facevano arrivare tutti gli ingredienti dei loro territori. E’ lì che entro in sintonia con il mondo della pizza.

C’è un insegnamento che si porta dietro dalla gavetta e che consigli darebbe alle nuove leve?
Sicuramente la fame del sapere, scoprire e ri-scoprire qualcosa di nuovo sempre è fondamentale, la mia conoscenza scolastica si è fermata per necessità, ma posso garantisco che per arrivare a certi risultati devi studiare tanto e farlo mentre lavori è complesso. Non sono figlio d’arte, per me lo studio è al primo posto, non smettere mai di approfondire.

Sarà per questo motivo che molti la definiscono un “pizza-ricercatore”?
Sì, io sono sicuramente un curioso e penso tra l’altro che questa mia caratteristica sia anche la mia fortuna. Per me significa continuare a voler approfondire, senza smettere di pormi domande, da qui viene quel termine.

Come è cambiata la cultura della pizza negli anni?
Negli ultimi quindici anni tantissimo, io ho visto crescere questo mondo, sono stato tra quelli che hanno rotto gli schemi. La cultura è cambiata, il pizzaiolo oggi ha voglia di confronto, una volta esistevano dogmi e segreti, non era pensabile scambiarsi una ricetta, oggi c’è la voglia di condivisione, e non c’è più la pizza del sud, ma una pizza italiana.

Pizzaiolo, imprenditore e docente, in quale di questi ruoli si riconosce meglio.
Nell’ordine: pizzaiolo, docente e imprenditore, e comunque mi sento ancora in fase di crescita, negli ultimi anni mi sto impegnando molto a livello imprenditoriale. In questo momento i ruoli sono allineati e vanno di pari passo.

Se il format in arrivo su Sky Uno fosse una pizza, che pizza (gourmet) sarebbe?
Senza dubbio una margherita, per me è la pizza gourmet per eccellenza e poi ha i colori dell’Italia. Quando giro con i miei amici prendo sempre quella, è il punto di partenza, per capire la lievitazione, la qualità degli ingredienti e tutto il resto.

Un buon motivo per non perdere neanche uno dei sei appuntamenti in prima tv.
I motivi sono tantissimi, intanto dal nord e sud Italia ci sono tanti piazzaioli e ciascuno racconta la propria regione, la propria crescita. Chi guarderà ‘Na Pizza con la giusta attenzione ne ricaverà un prezioso arricchimento culturale, proprio come in un viaggio.  



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