LA SETTIMA PORTA È UNA MACCHINA DEL TEMPO SENZA MORDENTE

(Tiziano Rapanà) Spiace scriverlo, perché il nuovo programma di Alessandro Cecchi Paone (in onda il martedì, in seconda serata, su Rete 4) propone una divulgazione spigliatamente pedagogica, che da un punto di vista della scrittura di scena segna un passo avanti rispetto alla zoppicante rigidità vista nel precedente Time house – il tempo della scienza, trasmesso su Tgcom. Purtroppo, pero, si tratta di un complesso televisivamente timido che non ha una forte personalità televisiva. Non ha una grande forza creativa e comunicativa e di conseguenza non riesce a costruire un intrattenimento reale capace di conquistare il telespettatore. Sostanzialmente si tratta di una delusione colossale, perché Cecchi Paone con La macchina del tempo aveva costruito un’idea perfetta di divulgazione televisiva, a mio avviso, qualitativamente superiore al classico par excellence Super Quark di Piero Angela.

P.S. Per contatti e quant’altro, tizianodecoder2@gmail.com

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