Rosolino: “Voglio la prima serata”

Ora è in tv alla guida di un talent show e in un film

Da nuotatore, tra il 1995 e il 2008, ha conquistato 60 medaglie tra olimpiadi, campionati mondiali ed europei. Poi ha scoperto la tv. Prima, nel 2006, come ballerino a Ballando con le stelle e in seguito, nel 2013, nel ruolo di concorrente dell’adventure game Pechino Express che ha vinto in coppia con Marco Maddaloni. Ora Massimiliano Rosolino potrebbe debuttare in veste d’attore accanto a Raoul Bova nel film su Manuel Bortuzzo. «Ho incontrato la produzione due volte, le trattative sono in corso», chiarisce. E nel frattempo torna in tv nei panni di conduttore del nuovo game-show Un dolce da maestro, in onda da sabato alle 14.20 su r. Protagonisti, sette cadetti del Campus Etoile Academy di Rossano Boscolo che a poche settimane dal diploma si sfidano a suon di dolci per vincere un contratto di lavoro. In giuria, il padrone di casa Rossano Boscolo e due professori dell’accademia.

In che cosa differisce Un dolce da maestro dagli altri talent di cucina?

«Primo, i concorrenti sono tutti studenti dell’ultimo anno di una vera scuola di pasticceria. Secondo, il meccanismo del gioco è davvero democratico. Le gare avvengono di notte e i ragazzi, svegliati all’improvviso, lavorano in cucine separate senza sapere chi sia il loro avversario. E i giurati ignorano chi siano gli autori dei dolci in gara. Insomma, non esistono favoritismi».

La tv che cosa le ha dato?

«Innanzitutto, popolarità. Vi racconto un episodio emblematico. Mi trovo in Autogrill quando un camionista si avvicina e mi chiede: Ma tu sei il ragazzo che balla, vero? E dire che avevo vinto da poco le Olimpiadi! .E non basta: la tv mi ha permesso di incrementare le entrate».

Si guadagna di più lavorando in tv o come campione di nuoto?

«Dipende dalla trasmissione e dalla rete. Con Ballando ho guadagnato una cifra simile a quella di una fortunata stagione da nuotatore. Oggi i compensi si sono ridotti, ma la tv resta un’ottima opportunità di business.

La sua ambizione da realizzare?

«Condurre una prima serata in diretta, ma senza fretta».

Nicole Cavazzuti, ilgiornale.it

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