Ultime dalla Berlinale. Kosslick apre a Netflix: “Ma il cinema resterà”

C’è una “rivoluzione” in atto, ma il cinema sopravvivrà. Dieter Kosslick presenta la 69/a edizione della Berlinale e dice addio al suo festival con una previsione ottimista. “Lo streaming sta stravolgendo il mondo audiovisivo. Questo è chiaro. Ma io credo che il cinema resterà. Ritengo che si arriverà a una coesistenza”, ha affermato oggi a Berlino, nel corso della conferenza stampa ufficiale del festival dell’Orso.

Kosslick ha dovuto render conto della scelta di quest’anno di accettare fra i film in concorso “Elisa y Marcela”, di Isabel Coixet, che segna l’ingresso di Netflix. “Noi accogliamo film adatti alle sale cinematografiche, e questo rispettava il criterio. Altrimenti non lo avremmo accettato”, ha risposto a una giornalista. “C’è un dibattito aperto sullo streaming, col quale deve confrontarsi ovviamente anche la Berlinale”, ha aggiunto.

Il direttore – per molti è il volto della Berlinale (la sua diciottesima e l’ultima) con la sua sciarpa rossa (“la metto anche stavolta altrimenti non mi riconoscono”) – ha poi scherzato sui rituali: “Prendo gocce africane per il sistema immunitario, non devo raffreddarmi, e bevo acqua con limone e zenzero e tè verde la mattina”. Quando gli hanno chiesto se comparirà sul tappeto rosso coi suoi successori, l’italiano Carlo Chatrian e la olandese Mariette Rissenbeek, ha risposto ironico: “Io vengo da Colonia, e lì si consegna la chiave del Carnevale ogni anno. Certamente ci sarà occasione di passare il testimone, e faremo anche vedere che siamo amici…”.

Aveva già annunciato un festival “un po’ francese”, con la presidente della giuria Juliette Binoche, e oggi ha aggiunto che fra i giurati ci sarà Sandra Hueller, “finalmente ci siamo riusciti…”. Ospiti della Berlinale saranno Catherine Deneuve, Diane Krueger, Martin Freeman, Zoe Kazan, Peter Sarsgaard, Andrea Riseborough, Tilda Swinton. Ma anche lo scrittore Roberto Saviano, dal cui libro è tratto il film in concorso “La Paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi, è atteso al festival. Fino al 17 febbraio verranno proiettati a Berlino 380 film – i biglietti saranno un po’ più cari del solito, pur restando accessibili – e Kosslick, che ha già presentato venerdì scorso la selezione dei film alla stampa straniera, ha ribadito che il motto del 2019 s’ispira allo slogan delle femministe tedesche delle origini “il privato è politico”.

Ad aprire la 69/a edizione sarà il film del francese Francois Ozon “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia della chiesa di Lione, mentre “Mr. Jones” rappresenterà in modo molto drammatico le conseguenze dello stalinismo in Ucraina, dove ci furono oltre 3 milioni di morti. Fuori concorso “Marighella”, film brasiliano sulla caduta di un presidente e l’arrivo di un dittatore.
Davanti alla stampa tedesca, Kosslick ha ricordato anche il docufilm “L’archivio segreto del ghetto di Varsavia”, di Roberta Grossman, con un appello: “Farò entrare gratis tutti i membri di Afd (il partito dell’ultradestra tedesca) e tutti i loro deputati. Sono personalmente invitati da me, pagherò ogni biglietto. Ma è decisivo che lo vedano”.

Rosanna Pugliese, ANSA

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