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2021, l’anno dei successi italiani

Dai Måneskin che vincono l’Eurovision e dominano le classifiche mondiali, dal successo di Luca il film Disney Pixar ambientato sulla riviera ligure a quello di House of Gucci il biopic di Ridley Scott con Lady Gaga fino a Sorrentino in odore di Oscar. Tra musica, cinema e traguardi sportivi, ecco che il 2021 è stato tricolore

Un anno glorioso ci sta lasciando. Per l’Italia, il 2021 è stato sinonimo di vittoria (tra cinema, musica e sport) ma anche di riscatto. Basti pensare alla candidatura al premio Nobel per la Pace di medici e infermieri per l’impegno profuso durante la pandemia da Covid-19. Il nostro personale sanitario è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare l’emergenza sanitaria. L’estate 2021 ha segnato il Rinascimento dello sport azzurro, dalle Olimpiadi agli Europei. L’Italia: «È il Paese dell’anno» secondo L’Economist.

Il 2021 è l’anno in cui il rock è risorto nei riff dei Måneskin. La band romana che, in una manciata di mesi, ha conquistato tutto quello che c’era da conquistare: l’Italia, l’Europa, l’America, il mondo. Dopo essersi divorati l’Ariston di Sanremo, vincendo «Zitti e Buoni», trionfano all’c monopolizzando le classifiche globali. Il resto è storia recente, dal concerto coi Rolling Stones a Las Vegas al palco dei Grammy in veste di annunciatori.

Nel 2021, il cinema italiano è tornato grande protagonista. A cominciare dal Golden Globe alla Pausini e alla tripletta di nomination agli Oscar, per Pinocchio di Matteo Garrone (costumi e trucco) e per la Laura nazionale con il brano Io sì da La vita davanti a sé che la cantante ha eseguito live da Los Angeles.

Il Belpaese continua a stregare Hollywood con le recenti nomination ai Golden Globe 2022: da Luca il film d’animazione Disney Pixar ambientato sulla riviera ligure a Lady Gaga migliore attrice protagonista per House of Gucci, il biopic di Ridley Scott sulla Maison Fiorentina, da La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante a, dulcis in fundo, Paolo Sorrentino che permette all’Italia di tornare a gareggiare nella categoria di miglior film stranierograzie alla sua ultima fatica, È stata la mano di Dio

VanityFair.it



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