Anche nella comicità le donne non sono più il sesso debole

Chi dice che le donne non fanno ridere si sbaglia. E non ci riferiamo alle signore coi bigodini o alle parruccone vestite color fucsia. La comicità al femminile sta cominciando una nuova evoluzione. Che finalmente ha preso le distanze dai vecchi stereotipi, tipo quei monologhi imperniati su difetti e vizi dell’uomo con cui si convive.
I testi e la satira hanno finalmente occupato lo spazio che meritano, anche se a esibirsi sul palcoscenico o davanti alle telecamere ci sia una donna.

Virginia Raffaele sta vivendo un momento straordinario di popolarità e bravura, seppure sulla sua strada cominci a trovare imprevisti e polemiche (il caso Oxa ne è un esempio). Un altro brillante testimonial della comicità al femminile è Velia Lalli, che dopo averla applaudita a Sbandati, la ritroviamo con le sue battute lapidarie a Stand Up Comedy, giunta alla quarta edizione, in onda alle 21 sul canale Comedy Central (tasto 124 del telecomando Sky).
Stand Up Comedy è una produzione Orange Media per Viacom Italia. La regia è di Matteo Forzano. Capo autore è Antonio Losito. Il monologo di Velia Lalli sulla comicità al femminile andrà in onda stasera, lunedì 29 maggio.

Lei, Velia, ha idee ben delineate, dice di aver scelto di praticare la stand up comedy, ispirata dalla tradizione anglosassone, perché ne apprezza la libertà di espressione, di linguaggio e di contenuti. Quella libertà – sottolinea – che è mancata nella comicità femminile italiana. “Quando si gira intorno a dei cliché – è la sintesi del Lalli pensiero – probabilmente non si hanno idee forti, oppure, il che è peggio, non si ha il coraggio di esprimerle, di rappresentare un altro tipo di donna, più contemporanea. Crogiolarsi nei cliché è un modo per nascondersi, per non essere giudicate”.

Marco Castoro, Il Messaggero

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