Non toccate Michele Guardì

(di Tiziano Rapanà) Patriarcato? Misoginia? Omofobia? Addirittura! Qui si esagera. Giusto fare della tv d’assalto con una cornice popolarmente spettacolare. Epperò non si scomodi un signore della televisione come Michele Guardì che ha inventato il fare televisivo in diretta per famiglie degli ultimi trent’anni. L’inventore di Uno Mattina in Famiglia nonché dominus dei Fatti Vostri ha fatto la grande tv con Antonello Falqui (Al Paradise, 1983-1985), adattato per l’Italia Scommettiamo che…? (il format originale è tedesco ed ha un nome impronunciabile) e mille altre cose per la Rai. Le Iene hanno preparato un servizio, in onda stasera, che ritira fuori vecchi fuorionda dove vengono pronunziate parole irriferibili. Sui siti già si vedono le anticipazioni che hanno provocato clamore e chiasso. Naturalmente non viene tenuto conto del contesto, del momento, e via discorrendo. Tutto questo per poter dire: Michele Guardì è il lupo cattivo. Sì, ma cosa c’entra il patriarcato? Per non parlare del resto, poi. Non si dovrebbe mai parlare di un servizio prima della messa in onda, ma detesto la gogna pubblica. Perché tirare fuori adesso vecchi fuorionda, decentrati dal quadro lavorativo? Non serviva, è un superfluo che mi infastidisce. E comunque la curiosità girella sempre in quel punto mirabilmente preciso: cosa c’entra il patriarcato? E quando lo si cita, impropriamente, si tiene ogni tanto conto della definizione originaria di Engels o si guarda al solito mare magnum emozionale dei social?

tiziano.rp@gmail.com

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