“Indiana Jones e il Quadrante del Destino”, Harrison Ford saluta il suo personaggio cult: “Il modo giusto per porre fine alla saga”

Harrison Ford torna per l’ultima volta nel ruolo del leggendario eroe archeologo Indiana Jones per l’attesissimo ultimo capitolo dell’iconico franchise. Al Taormina Film Fest il dinamico ottantenne ha presentato “Indiana Jones e il Quadrante del Destino” in anteprima italiana insieme a Phoebe Waller-Bridge e il supercattivo Mads Mikkelsen. Un’epica e travolgente avventura in giro per il mondo proiettata al Teatro Antico, con tanto di red carpet e serata di gala, per poi sbarcare finalmente nei cinema italiani dal 28 giugno.

L’ultimo capitolo

Cappello, giubbino in pelle, frusta, una nuova mappa, nuovi tesori, la marcetta di John Williams in sottofondo. In due parole, Indiana Jones. A 15 anni di distanza dal quarto capitolo, “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, Harrison Ford torna per l’ultima volta a interpretare l’archeologo. Ma prima di appendere fedora e frusta al chiodo ci offre un ultimo giro di giostre, un viaggio per gli occhi e il cuore in un cinema del passato traboccante di avventura e azione a perdifiato, fughe rocambolesche e misteri esotici, con il proverbiale distacco ironico, la lotta contro gli eterni nemici nazisti, e qui anche contro il tempo. Il tempo che scorre con le inevitabili malinconie e una presenza fisica che non è più quella di una volta, ovviamente.

Il modo giusto per porre fine alla saga

All’incontro stampa Harrison Ford c’erano anche i nuovi protagonisti Phoebe Waller-Bridge e Mads Mikkelsen, accolti dal moderatore e direttore artistico Barrett Wissman. Su questo quinto capitolo Ford racconta: “Io, Steven e George abbiamo sempre avuto l’ambizione di portare a Indiana Jones qualche aspetto nuovo. In questo film introduciamo la mia pensione e questa storia porta tutti e cinque i capitoli a una bella conclusione. Un quasi finale. Non un cliffhanger, come si faceva negli anni 50. Era il modo giusto per porre fine alla saga. Al pubblico chiediamo l’investimento emotivo di vedere per l’ultima volta Indiana Jones, Il nostro lavoro l’abbiamo fatto”.

Il concetto di eroe

Chi è un vero eroe per Harrison Ford? “Io interpreto un archeologo, non un eroe. Non c’è modo di interpretare un eroe, a meno che non si indossa un mantello o una tuta. Ammiriamo le persone per quello che fanno. Se pensiamo a persone normali che diventano “eroi”, sono quelle che si comportano in modo straordinario in circostanze insolite e agiscono altruisticamente. Non si può interpretare questa cosa. Io ho sempre voluto che il pubblico fosse coerente con il personaggio, che sentisse il suo trionfo e le sue paure, vederlo trovare una soluzione. Riguarda tutto il personaggio”, racconta l’attore.

Il ringiovanimento nella prima parte del film

Ford si è soffermato anche sul ringiovanimento digitale per il suo personaggio racconta: “Il film parte nel 1944, vediamo il giovane Indiana. Mi viene ridotta l’età tramite un processo sofisticato che non sono in grado di spiegare. La mia faccia nei primi 20 minuti è come se fosse di un film di 40 anni fa. Ho girato con dei marker sul viso. Hanno saccheggiato la libreria di mie immagini alla Lucasfilm, dove ho lavorato per tanti anni e attraverso l’Intelligenza Artificiale hanno processato il tutto e hanno fatto combaciare la luce con le mie espressioni “dal vivo”. Un processo complesso e misterioso, ma di grande successo”.

Il nuovo personaggio di Helena

Phoebe Waller-Bridgeè la new enrty del film: “C’è della complessità nel rapporto tra Indy e Helena. A volte quando ci si confronta con gli altri attori si arriva a un punto in cui tutti pensiamo: ‘forse non dovremmo parlarci troppo’, perché la chimica è già presente in sceneggiatura e bisogna solo fidarsi del regista. Ricordo che sul set seguivamo spesso lo script, c’era un’energia fantastica, l’abbiamo tutti accolta e assorbita”.

Il villain

Mads Mikkelsen interpreta il nuovo villain di questo quinto capitolo di Indiana Jones. L’attore danese ha spiegato come ha fatto a entrare nella parte: “Devi trovare il tuo nazista dentro (ride), spesso funziona così nei film di Indiana. Devi capire il quadro, spingerti un po’ oltre, ma capire in che film ti trovi, cosa che hanno fatto benissimo per 40 anni. Io personlmente cerco di far sì che i cattivi diventino gli eroi del proprio mondo”.

La trama

È il 1969 e Indiana Jones è pronto per andare in pensione. Avendo insegnato per più di dieci anni all’Hunter College di New York, lo stimato professore di archeologia si sta preparando ad andare in pensione nel modesto appartamento in cui, in questo periodo, vive da solo. Le cose cambiano dopo una visita a sorpresa da parte della figlioccia che non vedeva da anni, Helena Shaw (Phoebe Waller – Bridge), che è alla ricerca di un raro manufatto che suo padre aveva affidato a Indy anni prima: il famigerato Quadrante di Archimede, un marchingegno che si presume abbia il potere di individuare fenditure nel tempo. Affermata truffatrice, Helena ruba il Quadrante e fugge subito dal paese per vendere il reperto al miglior offerente. Costretto a seguirla, Indy rispolvera il cappello e il giubbotto di pelle per un’ultima avventura. Nel frattempo, la vecchia nemesi di Indy, Jürgen Voller, un ex nazista che ora lavora come fisico nel programma spaziale statunitense, ha altre idee per il Quadrante, un piano terrificante che potrebbe cambiare il corso della storia del mondo. Con la regia di James Mangold (“Le Mans ‘66”, “Logan – The Wolverine”), il film è il primo e unico della serie non diretto da Steven Spielberg (ideatore originario della saga) né con una storia scritta da George Lucas; entrambi, però, ne fanno da produttori esecutivi. 

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