Stories, “Carlo Verdone – Essere Carlo Verdone”

È Carlo Verdone il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, con la regia di Francesco Venuto, il regista e attore si racconta in “Carlo Verdone – Essere Carlo Verdone”, in onda martedì 26 settembre alle 21 su Sky TG24sabato 30 settembre alle 13.30 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand.  

Vita da Carlo, seconda stagione


In Tv con “Vita da Carlo Seconda Stagione”, prodotta dalla Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis, disponibile su Paramount + e visibile sulla piattaforma Sky, Carlo Verdone, nei panni di sé stesso, si ritrova nel triplo ruolo di regista, attore e protagonista. Questa volta alle prese con la voglia di fare un film d’autore. Rispetto alla prima stagione questa è “Più autobiografica – ha spiegato -. La sfida in cui mi ritrovo è Carlo Verdone che decide di fare un film finalmente d’autore, non una commedia, ma un film pieno di intimità, un film poetico, romantico…”. Nel cast ci sono, tra gli altri, Stefania RoccaSangiovanni, al debutto come attore, Monica Guerritore, Max Tortora, Claudia Gerini, Gabriele Muccino, Zlatan Ibrahimovic, Maria De Filippi e Christian De Sica

CARLO VERDONE E IL FAN SUL PIANEROTTOLO

Verdone si racconta a “Stories” in un mix di ricordi e aneddoti di vita quotidiana, vere e proprie scene da film. Come quando trovò un fan che dormiva sul pianerottolo di casa: “Poco tempo fa apro la porta di casa per andare a prendere il caffè al bar e a comprare il giornale e c’era uno che stava dormendo sullo zerbino con la copertina sopra. Faccio per uscire, lui si è alzato, ha tirato fuori il cellulare e mi dice: “Facciamoci un selfie. Vengo dalla Calabria”..“Carlo io sono un tuo grande fan… dì una parola a mia madre che è stata ricoverata perché si è rotta il femore”. È tutto così, un continuo. La notorietà è bella ma ti devi armare di grande pazienza”. Si parla anche delle origini, del Verdone studente: “Sono stato veramente un disastro fino al primo liceo classico. Poi dal secondo liceo in poi, forse dopo una lettera di mio padre che fu struggente, ottocentesca, di un padre estremamente deluso dal proprio figlio che non studiava, si distraeva, non si concentrava ed era una copia sbiadita di quello che era lui all’ età mia. Questa lettera mi colpì moltissimo, pensai “ma io non voglio far fare brutta figura a papà”. Non lo so… Dal secondo liceo in poi sono diventato bravo, ho messo la testa a posto”. Poi la carriera brillante che tutti conoscono sia da attore che da regista: “Bianco, rosso e Verdone”, “In viaggio con papà”, “Borotalco”, “Troppo forte”, “Compagni di scuola”, “Maledetto il giorno che t’ ho incontrato” e moltissimi altri. Eppure se c’è una cosa che cambierebbe della sua vita è che: “Mi piace immaginarmi che abito ancora nella vecchia casa dove sono nato e che tutto è rimasto intatto”. Tra le cose che vorrebbe ancora fare, c’è proprio quel “film d’autore” su cui è incentrata “Vita da Carlo Seconda Stagione”: “Quello che mi manca è il lato che è apparso un pochino nel film di Sorrentino che è il lato normale di un piccolo uomo con dei problemi, delle cose, che non deve cercare per forza la battutaNon una commedia brillante ma forse un film, non voglio dire drammatico, ma più intimo in qualche modo…Vorrei far vedere anche le mie parti qualche volta drammatiche, che secondo me sarebbero una bella scoperta per il pubblico. In questo momento mi sentirei molto pronto”. 

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