Venezia, un panel e un flash-mob di solidarietà verso i cineasti sotto attacco

La Biennale di Venezia richiama l’attenzione ed esprime solidarietà ai cineasti che, nel mondo, sono arrestati o condannati per rappresentare le proprie idee

La 79° Mostra del Cinema di Venezia si propone di richiamare l’attenzione ed esprimere solidarietà verso i cineasti che sono sotto attacco, arrestati o imprigionati e lo fa con due appuntamenti: il 3 e il 9 settembre. 

In tutto il mondo, ci sono diversi registi, intellettuali e artisti che vengono censurati, incarcerati e repressi per le loro idee, dal regista iraniano Jafar Panahi, già condannato a sei anni di carcere per aver girato un film critico nei confronti del regime che governa il Paese, alla produttrice e giornalista turca Cigdem Mater, condannata a 18 anni di prigione per le proteste avvenute nel Parco di Gezi contro il governo di Erdogan, nel 2013. Tra le accuse mosse contro di lei, anche quella di aver cercato finanziamenti per un documentario sul movimento di “Gezi Park”, film mai realizzato.

In loro solidarietà, la Biennale di Venezia organizza due iniziative, in collaborazione con ICFR-International Coalition Filmmakers at Risk, con lo scopo di sensibilizzare i media, i governi e le organizzazioni umanitarie mondiali sulla loro situazione: il 3 settembre ci sarà un panelinternazionale intitolato Cineasti sotto attacco: fare il punto, agire e il 9 settembre un flash-mob sul red carpet del Palazzo del Cinema.

Il panel vedrà la partecipazione del Direttore della Mostra, Alberto Barbera, di Vanja Kalurdjercic (Croazia, Direttrice dell’International Film Festival di Rotterdam), Nadir Öperli (Turchia, produttore), Orwa Nyrabia (Direttore dell’International Documentary Film Festival di Amsterdam), Mike Downey (Presidente della European Film Academy) e di un cineasta iraniano.

In particolare, fra i temi affrontati nel panel ci saranno: il progetto del fondo per i registi ucraini dell’ICFR (la coalizione internazionale dei cineasti a rischio – International Coalition Filmmakers at Risk), i numerosi casi di cineasti perseguitati nel resto del mondo (Orwa Nyrabia), la situazione in Turchia, con riferimento al caso della produttrice Cidgem Mater e dei suoi colleghi condannati con lei (Nadir Öperli), la situazione iraniana, con riferimento ai recenti casi dei cineasti Jafar Panahi, Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad.

Il 9 settembre, invece, le maestranze e le personalità della comunità del cinema saranno invitate a partecipare al flash-mob sul red carpet del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia), alle 16.30, prima della proiezione, in Sala Grande, del film in concorso “Kehrs nist” (Gli orsi non esistono), diretto da Jafar Panahi.

Il cineasta iraniano dissidente, ovviamente, non potrà essere presente alla Mostra in quanto nuovamente privato della libertà personale, nel luglio scorso, per aver manifestato, insieme a numerosi suoi colleghi, contro l’arresto di altri due registi: Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad, avvenuto a seguito delle proteste contro la violenza nei riguardi di civili in Iran. 

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