Il prossimo royal wedding? Quello della principessa Beatrice

Secondo gli scommettitori, l’annuncio delle nozze tra la figlia del Duca di York e il fidanzato Edoardo Mapelli Mozzi arriverà entro la fine dell’anno. Il matrimonio nel 2020? I bookmaker chiudono le puntate…

Si abbassano le quote del matrimonio tra Beatrice di York e il fidanzato Edoardo Mapelli Mozzi. Anzi, in Gran Bretagna – dove si può puntare su (quasi) tutto – i bookmaker hanno addirittura sospeso le scommesse perché, a quanto pare, le nozze tra la principessa e il giovane imprenditore sembrano ormai cosa certa. «Tantissimi utenti negli ultimi giorni hanno puntato sull’annuncio ufficiale prima della fine dell’anno», ha dichiarato Alex Apati, pr dell’agenzia Ladbroke, interpellato dal magazine Hello!. «Quindi direi che possiamo prepararci ad una cerimonia già nel 2020».

Per gli scommettitori, dunque, il prossimo royal wedding in casa Windsor sarà quello di Beatrice, figlia del duca Andrea di York e di Sarah Ferguson.D’altronde negli ultimi mesi la loro relazione sembra aver preso una direzione ben precisa: «Lei è innamorata persa», ha rivelato di recente una fonte a People. «L’annuncio potrebbe essere questione di settimane». Tanto che nel Regno Unito c’è addirittura chi pensa che i due ragazzi possano sposarsi entro la fine dell’anno: ad oggi sembra un’ipotesi francamente poco plausibile e forse sarebbe pure un gesto affrettato.

Perché fare le cose di corsa quando puoi prenderti il tempo necessario a organizzare bene tutto? Tra l’altro il loro debutto in pubblico risale soltanto allo scorso autunno, ad un gala di New York, poi hanno replicato «in casa» passeggiando insieme sul red carpet della National Gallery. Uscita nel 2016 da una love story decennale con Dave Clark, Beatrice ha conosciuto Edoardo grazie ad amici comuni e pare sia stato amore a prima vista: negli ultimi mesi, tra viaggi di piacere e appuntamenti istituzionali, l’intesa tra i due è cresciuta e ora sembra esserci un grande feeling.

Sufficiente per convolare già a nozze? Per gli scommettitori inglesi, assolutamente sì.

Nicola Bambini, Vanity Fair

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