Scamarcio, insospettabile cattivo in Welcome Home

L’attore, voglio battere Sordi e fare un film su Federico II

Un Riccardo Scamarcio davvero stakanovista (“voglio lavorare tutti i giorni sul set” dice l’attore quest’anno già a quota otto film e del tutto intenzionato a battere il record di 12 pellicole stabilito da Sordi nel 1954) e sempre molto a-social quello che ha presentato a Roma ‘Welcome Home‘, thriller psicologico girato in Umbria con la modella e star del web Emily Ratajkowski, Aaron Paul, il Jesse Pinkman di Breaking Bad, e Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra.Per l’attore pugliese, che nel film di produzione americana è un insospettabile cattivo, insomma tanto lavoro. Sta girando infatti ora a Roma ‘Gli infedeli’ di Stefano Mordini (da lui anche prodotto) e, a marzo, sarà il Caravaggio di Michele Placido. E non finisce qui. Per lui due opere prime da girare in Puglia: un horror, ‘Fascinazione’, di Domenico De Feudis e, ad ottobre, ‘Ciccio Paradiso’ di Rocco Ricciardulli. Nel cassetto dei desideri dell’attore-produttore pugliese anche la voglia di realizzare un film su Federico II: “È stato l’uomo che ha portato la modernità nel nostro Paese e in Europa, un uomo grandissimo che parlava sette lingue e su cui non è mai stato fatto un film”.Welcome Home, in sala dall’11 luglio con Altre storie e Minerva Pictures, ci porta nel cuore dell’Umbria, nelle campagne intorno a Todi. Qui una coppia di giovani americani in crisi, Bryan (Paul) e Cassie (Ratajkowski), prende in affitto un’antica villa in campagna tramite il sito web ‘Welcome Home’. Ma una volta arrivati alla villa, Cassie fa subito amicizia con Federico (Scamarcio), vicino di casa bello e gentile. Una cosa che non piacerà a Bryan che si sentirà subito minacciato dal fascino di Federico, vedendolo come una persona ostile. Nascerà così, non a caso, tra la coppia di giovani americani e Federico uno strano e sottile gioco di potere. E una vacanza da sogno si trasforma, lentamente e inesorabilmente, in un incubo quando Federico si rivelerà non solo essere il vicino sempre disponibile che puoi chiamare quando vuoi a farti da guida. “Il mio è un personaggio ambiguo e pericoloso che passa dalla dolcezza alla violenza senza mezze misure – spiega Scamarcio -. Non amo fare i cattivi sempre e solo veramente cattivi, perché così sono anche peggio. E questo perché voglio che il pubblico si identifichi”. Dall’attore, infine, la conferma della sua rinnovata idiosincrasia verso i social: “Trovo sia infame che qualcuno ti filmi e ti posti mentre stai mangiando. Ci sono tre miliardi di persone che così facendo arricchiscono quattro persone nel mondo che hanno come complessivi guadagni il corrispettivo del Pil italiano”.

Francesco Gallo, Ansa

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