Eliana Michelazzo, la confessione: “Sono malata mentalmente. Ogni Natale facevo i regali al mio marito immaginario…”

Eliana Michelazzo torna a parlare dopo la confessione rilasciata a Live Non è la D’Urso. L’ex agente di Pamela Prati racconta nuovi dettagli degli ultimi dieci anni della sua vita. “Ho creduto alle favole, ho creduto a qualcosa che non c’era”, ha raccontato su Radio Radio. “Ho escluso la mia famiglia per Pamela Perricciolo e per una famiglia virtuale, che non esisteva. Non ho più fatto un Natale con la mia vera famiglia. Io ogni Natale facevo i regali al mio marito immaginario e lo stesso faceva anche mia mamma, poverina. Facevo i regali a lui e tutti i familiari inventati Di Simone, io avevo una suocera, un cognato, un cugino. Ora questi regali me li hanno portati via…”.

“Ogni puntata che andavo da Barbara D’Urso aprivo un tassello – continua Eliana in lacrime -, dopo le puntate chiedevo alla Perricciolo dove fossero tutti i miei parenti e lei mi diceva che non lo sapeva. Ma era stata lei a parlarmi di loro e presentarmeli virtualmente. L’ho denunciata perché tutte le cose arrivano a lei (…) Da quanto sapevo io avevo il telefono sotto controllo e camminavo con qualcuno che mi seguiva. Sono andata avanti per tanti anni così: dovevo dire quando uscivo, quando entravo. Lo dovevo dire al mio compagno virtuale e a lei, Pamela Perricciolo, che lo comunicava al fratello (…) Io mi sono buttata sul lavoro in questi anni che ora mi hanno distrutto. C’è chi dubita? Io ho tutte le chat di tutti questi anni, è inutile che dicano che me lo sono inventato. Purtroppo non c’è niente di inventato. La sessualità? Se lei è il maschiaccio allora lei deve fa l’uomo e io la donna? Non è così (…) Questo è un manicomio, adesso Simone sui social si chiama Eliana al contrario Anaile. Se c’è qualcuno dietro a Donna Pamela deve uscire allo scoperto. Perché qualcuno dietro c’è”.

Infine la presa di coscienza: “Farò le mie cure psicologiche, mi farò seguire da qualcuno. Ora vatti a fidare di qualcuno. Io sono malata mentalmente. Ogni volta che sentivo una moto pensavo fosse Simone Coppi che veniva a prendermi. Non sto bene e voglio curarmi”.

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