GRECO CANCELLA SEMPRINI E BATTE FLORIS

GERARDO GRECO2Alla fine Daria Bignardi può tirare un sospiro di sollievo. La serata del martedì, quella che Raitre dedica da anni al talk politico, con Gerardo Greco è tornata su livelli di ascolto accettabili, paragonabili all’ultimo Ballarò di Massimo Giannini. Il flop autunnale di Gianluca Semprini, almeno per ora, è solo un brutto ricordo. O meglio un errore da non ripetere. Perché fare un talk breve di un’ora e mezzo è cosa buona e giusta, ma non se lo fai in prima serata, in quanto lo share si recupera nella seconda parte, quando il grande pubblico va a nanna e restano all’ascolto coloro che prima di coricarsi amano sentire tante chiacchiere accese dal fuoco della polemica. E la percentuale sale al punto da recuperare parte del gap iniziale. Non a caso i talk che vanno meglio sono quelli in seconda serata come Porta a Porta e Matrix.
Con Agorà serale al terzo tentativo Gerardo Greco ha fatto l’exploit. Nelle prime due, pur andando meglio di Semprini, non era riuscito a superare il competitor Giovanni Floris. Ieri sera c’è riuscito portando a casa una media di un milione e 371 mila telespettatori (share 5.88%) contro 1.122.000 (5.60%) ottenuto da diMartedì. Più o meno è stata ristabilita la scala dei valori della scorsa stagione, quanto Giannini e Floris hanno dato vita a un testa a testa. Il picco di ascolti di Agorà l’hanno registrato la presenza di Bersani e Salvini che però hanno parlato di Rigopiano.
Certo, se la Bignardi per spirito di squadra può esultare, per Semprini si tratta di un’altra botta tra capo e collo. Il bravo giornalista ex Sky non merita di essere considerato un flop personale. Ha fallito il suo programma e anche la sua conduzione, sicuramente più adatta a un giornalismo anglosassone come quello di Sky piuttosto che a una trasmissione Rai, ove la gente preferisce le chiacchiere ai fatti.
Ora Semprini dovrebbe rientrare a RaiNews per rispettare il contratto da caporedattore, ma davanti a lui ci sono le barricate da parte dei colleghi e soprattutto dal sindacato Usigrai che non hanno dimenticato alcune sue vecchie dichiarazioni sui giornalisti Rai, nonché il fatto di aver firmato un contratto a tempo indeterminato. Ma in quest’ultimo caso la colpa non è di Semprini che ha formulato le sue richieste dopo essere stato contattato dalla Rai, bensì dal personale di Viale Mazzini che non gli ha fatto un contratto tipo quello di Giannini, più soldi nell’ingaggio ma a tempo, per una o due stagioni massimo.
L’assenza dell’ex capo del personale Valerio Fiorespino – che ha lasciato l’azienda – si è fatta sentire non poco. E ora se ne pagano le conseguenze. Dove approderà Semprini? In quale redazione? Per evitare polemiche si sta cercando una soluzione all’interno di Raitre. Non è escluso un suo impiego come caporedattore di Rainews, ma a Milano.

Il Messaggero

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