Fellini dalla A alla Z nel ‘Dizionario’ della nipote

Daniela Barbiani ha raccolto frasi e disegni del grande regista

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‘Dizionario intimo per parole e immagini’ a cura di Daniela Barbiani, (PIEMME, PP 240, EURO 17.90).
I pensieri, l’ironia, l’intelligenza e l’originalità di Federico Fellini, attraverso le sue parole. L’amore per l’iperbole, i paradossi e soprattutto i disegni, irriverenti ed eccessivi, sarcastici ed eccentrici. Una piccola perla per tutti i felliniani arriva con il “Dizionario intimo per parole e immagini” del grande regista, curato dalla nipote Daniela Barbiani, che ha raccolto le frasi di Fellini su temi come il cinema, la creatività, i sogni, l’arte.
Ma anche su nomi noti dal Berlusconi imprenditore che ancora non aveva annunciato la discesa in campo a Roberto Benigni e Marcello Mastroianni. E li ha divisi in tre filoni in ordine alfabetico: Cinema, arte e disegno; Dizionario intimo, sogni e immaginazione; persone, personaggi e luoghi.

E così si scopre un Fellini meno noto: il suo odio-amore, per esempio, nei confronti del Colosseo, “immenso teschio mangiato dal tempo” che comunica “terrore” ma anche “voluttà” o la totale mancanza di interesse per il calcio: “Non ho mai visto una partita di calcio. In questo credo di essere poco italiano”. Ma anche la sua grande autoironia che trapela in molte occasioni dalle pagine del libro, come ad esempio quando descrive la parola ‘felliniano’: “mio padre voleva che diventassi un ingegnere, mia madre un arcivescovo, ma ho fatto di tutto per diventare un aggettivo”. E poi l’incredibile, smisurato, amore per il cinema e tutto ciò che lo circonda, gli attori, le maestranze, la scenografia: “A Cinecittà non ci abito, ma ci vivo!”. E ancora: “Cosa sono i miei film? Non c’è nessuna differenza tra il mio lavoro e la mia vita”. E soprattutto: “il mestiere di regista è un modo di fare concorrenza al padreterno”.
Ma non solo: 30 disegni inediti, sempre divisi per argomento, arricchiscono il libro. Schizzi irriverenti, spinti, ironici, che Fellini disegnava spesso mentre chiacchierava con la nipote, assistente alla regia dei suoi ultimi quattro film, e poi le regalava ammiccando: “questo non farlo vedere ai bambini però”.
Un testo da sfogliare per ritrovare il pensiero del regista ma anche lo spirito di un’epoca, arricchito dai contributi del suo grande amico Pietro Citati e dello scrittore Milan Kundera che ha sempre nutrito nei confronti del regista una grandissima stima, completamente ricambiata, anche se non si sono mai incontrati. Fellini, che su ogni argomento regala sempre racconti ricchi di aggettivi, metafore e aneddoti, lo dimostra con la semplice, asciutta e definitiva frase che dedica a Kundera: “Il più grande scrittore europeo contemporaneo” .

Ansa.it

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