Malgioglio spiega il segreto del suo successo: “Non mi prendo mai troppo sul serio e questo il pubblico lo apprezza”

Tra essere e non essere, ha scelto la strada più difficile: esserci. Sempre e comunque. Da fedele soldato al servizio dello spettacolo, Cristiano Malgioglio ha imparato a indossare con studiato entusiasmo la maschera di camaleonte della televisione.

«Ho mille impegni, mille progetti», ammette, ammicca, sospira, rilancia, instancabile e generoso. Nel perenne equilibrio tra prestigiose collaborazioni artistiche e avventurose incursioni pop, lacrime e capricci, buon cuore e civetteria, si muove ormai da vera star. Le contraddizioni sono il suo pane quotidiano.

La verità, un lusso non sempre necessario, a volte inutile, noioso. Lo scorso autunno – pirandelliano fino all’inverosimile e intelligente come pochi – si presentò davanti alla porta della Casa più spiata d’Italia dicendo: «Sono un uomo del popolo, non merito il tappeto rosso degli altri vip», salvo poi smentirsi qualche ora più tardi, indossati i panni del concorrente-divo: «Che lavoro faccio? Ma che domanda è? Sarebbe come chiedere alla regina Elisabetta diraccontare il suo mestiere in due minuti».

Malgioglio, paroliere di razza, osannato, amato e conteso dai più grandi nomi della musica, conduttore radiofonico su Rtl 102.5, ha ora una nuova sfida professionale: è opinionista nel Grande Fratello in onda il martedì su Canale 5, con Barbara d’Urso padrona di casa.

Non si è stancato di fare l’opinionista?

«Assolutamente no. Non sono un opinionista convenzionale anche perché dico sempre quello che penso. Non mi prendo mai troppo suls erio e questo il pubblico lo apprezza. Ho cominciato ad avere questo ruolo in tv grazie a Carlo Conti nel programma I Raccomandati e sarò sempre grato a Carlo per aver valorizzato questo talento che ancora non avevo messo a frutto».

Ma il suo lavoro non era il cantante e il paroliere?

«Fare tv non tradisce la mia professione. Sono e rimango un cantante-paroliere: la musica è la mia vita e non potrei vivere senza scrivere e/o cantare canzoni».

Dica la verità: scalpita perché vorrebbe essere lei il conduttore unico di un reality…

«Non scalpito affatto, ma se la Rai o Mediaset un giorno mi proponessero di condurre un reality o un programma tutto mio non solo mi divertirei molto io, ma credo si divertirebbe ancora di più il pubblico a casa. Ovviamente avrei bisogno di autori capaci di tirar fuori aspetti della mia personalità che ancora non sono stati sviluppati nella mia carriera televisiva».

Per fare tv bisogna essere un po’ ipocriti?

«Non è un dovere. Essere intelligenti e possibilmente non volgari conta di più. L’ipocrisia d’altronde c’è in tutti i settori, non solo in tv».

Annuncia da anni nuovi progetti con Mina, ma non si sono mai concretizzati. Come mai?

«Non lo so. Recentemente le ho mandato un brano scritto pensando proprio a lei, magari un giorno lo inciderà».

Vi sentite?

«Con Mina non ci sentiamo da anni: l’ultima volta, se non ricordo male, in occasione di un suo compleanno. Ci parliamo attraverso i suoi figli».

L’ultima volta cosa vi siete detti?

«Che ci vogliamo bene».

E Dori Ghezzi, vedova del grande Fabrizio De André, la sente?

«Dori la sento spesso. Le devo molto: è la prima donna dello spettacolo che ho conosciuto. Insieme a Fabrizio sono stati i primi a credere in me, a sostenermi e darmi da mangiare quando, giovanissimo, non avevo denaro nemmeno per fare la spesa!».

Tra tutti gli artisti con cui ha collaborato, chi è il più perfido? (ride, ndr)

«Nessuno è stato perfido con me. Come avrebbero potuto?».

Il più ingrato?

«Nessuno».

Bugiardo!

«Fetente!».

Il più fedele?

«La fedeltà è merce rara nel mio mondo. Le posso confidare, però, che nel mondo della tv riconosco che alcuni sono sempre stati affettuosi e premurosi con me. Penso a Mara Venier con la quale ho un rapporto speciale, a Carlo Conti, a Piero Chiambretti, a Massimo Giletti…».

Ma sono tutti conduttori che l’hanno fatta lavorare. Questa è piaggeria.

«Si sbaglia, questa è riconoscenza».

Stato sentimentale?

«Sono ancora capace di innamorarmi, non è poco».

Su internet si legge di una sua storia con un ragazzo irlandese di 35 anni. Provocazione o verità?

«Verità. L’ho conosciuto al supermarket mentre comprava uno yogurt, l’ho rincontrato subito dopo in un pub e lì è scattata la scintilla».

Ma poi l’irlandese è scaduto come uno yogurt avariato?

«Il sentimento, quando è vero, non scade mai».

Dire bugie è un talento?

«Saperle dire è una fortuna. Io ne dicevo di più da bambino. Ora ho imparato a controllarmi».

Malgioglio in trattativa per una serie Netflix. Balla pazzesca, possiamo dirlo?

«Una balla che presto potrebbe tramutarsi in verità, ma non voglio dire di più. Se sono rose fioriranno…».

Non è stanco di interpretare il personaggio di Cristiano Malgioglio? Non sogna mai di scendere sotto casa struccato, con la tuta, i capelli arruffati…

«Ma scherza? La mattina prima di uscire non vedo l’ora di mettermi la cipria».

Ha paura della solitudine?

«Neanche un po’. Quando mi sento solo mi basta mettere un paio di scarpe con il tacco, una vestaglia, guardarmi allo specchio e mettere su un disco di musica salsa. Mi metto a ballare e tutto passa».

Come immagina la sua terza età?

«Ce l’ho già e sono felice».

Giovanni Ciacci ha danzato in coppia con un uomo, Raimondo Todaro, a Ballando con le stelle. Ed è stato attaccato da Ivan Zazzaroni prima e da Guillermo Mariotto poi. Da che parte sta?

«Il ballo tra due uomini non è nulla di originale, mi sembra una cosa normale e già vista. Su questa storia qualcuno ci ha marciato, ma non mi stupisce: è la televisione».

La popolarità televisiva cosa le ha dato?

«Mi ha regalato l’affetto del pubblico e la cosa che mi emoziona di più è percepire la simpatia che i bambini hanno per il mio personaggio. A Carnevale ormai molti bambini si travestono da Malgioglio».

E cosa le ha tolto?

«Mi ha tolto tempo da dedicare ai miei due splendidi genitori. Negli anni ho recuperato cercando di non fargli mai mancare nulla. Ma il tempo tolto al loro affetto mi fa ancora male».

Chi l’ha ferita di più?

«Qualche amore non corrisposto, ma questo accade a tutti. Oggi raramente qualcuno riesce a ferirmi: sono allenatissimo e ho smesso di illudermi troppo in materia. Sono un uomo felice e grato alla vita per concedermi il privilegio di fare sempre quello che mi diverte».

Pierluigi Diaco, Oggi

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