Roberto Bolle, l’étoile dei due mondi compie 49 anni

Roberto Bolle è indubbiamente uno dei ballerini più ambiti nei teatri di tutto il mondo oggi, e non potrebbe essere altrimenti quando si possiede un talento come il suo, coltivato con grande cura e dedizione sin dall’infanzia. Nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975, ha iniziato i suoi studi presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano sin da giovane. «La carriera nel mondo della danza si sviluppa prestissimo, da giovanissimo. Bisogna sviluppare doti da atleta, curare l’interpretazione e lo studio. Dopo i 40 anni c’è un evitabile declino fisico. La carriera è breve, bisogna darsi da fare per dare il massimo molto presto», ha dichiarato in una occasione.

Il primo a notare il suo talento è stato il grande Rudolf Nureyev, che gli affidò il ruolo di Tadzio nell’opera “Morte a Venezia” di Benjamin Britten, quando Roberto aveva solo 15 anni. Questo incontro fu determinante per la sua carriera: «Mi ha dato soprattutto dei consigli tecnici, correggendomi alla sbarra e in alcuni esercizi. In un certo senso, mi ha aggiustato l’impostazione di base. Ero molto giovane e ne avevo davvero un grande bisogno».

Nel 1990, ricevette numerosi riconoscimenti, sia nazionali che internazionali, come promessa della danza italiana. Solo quattro anni dopo, appena diplomato, entrò nel corpo di ballo del Teatro alla Scala, dove venne nominato primo ballerino a soli 21 anni, un evento senza precedenti nella storia dell’istituzione. Tuttavia, decise presto di diventare freelance, per potersi esibire nei migliori teatri del mondo, come il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Royal Ballet di Londra e il New York City Ballet.

La sua collaborazione più significativa è con il Royal Ballet di Londra, rinomato per la versatilità dei suoi artisti e per la loro capacità di interpretazione drammatica. Questo legame con la città gli ricorda quello di Nureyev: «Abbiamo in comune una città: Londra. Infatti anche Nureyev ha trovato una consacrazione internazionale proprio nella capitale inglese, come è accaduto a me. E’ qui che ho trovato un grande affetto da parte del pubblico».

Ha interpretato i ruoli principali in molti balletti del repertorio classico e si è distinto anche nei ruoli neoclassici e contemporanei. Molte coreografie sono state create appositamente per lui da importanti registi.

Al di fuori del mondo della danza, Bolle è un Ambasciatore di buona volontà per l’Unicef dal 1999. Nel tempo libero, ama andare a vedere i musicals nei teatri londinesi e nuotare quando si trova a Milano. Ha anche una gemella, sebbene siano eterozigoti.

La sua carriera è stata coronata da numerosi successi, tra cui esibizioni al Metropolitan di New York e alla celebrazione del 75° anniversario di Maya Plitseskaya al Bolshoi. Ha inoltre portato con successo il suo Gala “Roberto Bolle and Friends” in luoghi insoliti per la danza, come il sagrato del Duomo di Milano e piazza Plebiscito di Napoli.

La danza, per Roberto Bolle, è la sua vita e spera di continuare a danzare ancora per molto tempo.

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