Come sarà la tv del 2018? Secondo il mercato, sarà in 4K e da 55 pollici in su

I produttori spingono per un polliciaggio extralarge e chiudono le produzioni dei display Full Hd

La Tv del 2018? Da 55 pollici in su e in 4K. Come vediamo intorno a noi i pannelli stanno diventando sempre più grandi e la conferma di questo polliciaggio sempre più spinto arriva dai dati di vendita. Ad affermarlo è una ricerca di Ihs Markit presentata in occasione del lancio europeo dei nuovi prodotti Philips Tv. Stando alla società di ricerche, il pubblico è pronto a sfondare il muro dei 50 pollici. Complice la sottigliezza estrema e i prezzi che scendono, qui in Europa vogliamo superfici sempre più grandi. Sul 4K invece più che una scelta è una costrizione. I produttori stanno pian piano abbandonando il Full Hd, afferma la ricerca, e quindi volenti o nolenti dovremmo sceglierlo anche se sono ancora pochi i contenuti compatibili. Per gli amanti dei grandi formati ecco un’altra notizia: se il 55 sarà il formato preferito nel medio termine, è in realtà il 65 quello che vedremo nei prossimi anni nelle nostre case. A livello di dati, globalmente, 100 milioni di Tv 4K raggiungeranno i negozi nel 2018 e la quota salirà a 130 milioni nel 2021 con Cina e Usa che fanno la voce grossa per un semplice motivo: amano le tv più grandi. Anche l’Europa Occidentale però dice la sua: il dieci per cento del mercato è nostro.

Bellezza e design

«Molti concorrenti offrono prodotti che non commercializzeranno nei prossimi 5 o 10 anni, noi vogliamo concentrarci sull’oggi». Si apre con un attacco nenanche troppo sottile il lancio della linea 2018 dei televisori Philips, brand oggi in mano ai cinesi di Tp Vision che continua però ad avere una testa europea. La sede e il centro di design è ad Amsterdam, la parte tecnica a Ghent, in Belgio, le fabbriche invece in Polonia. Come tanti produttori, anche Philips Tv sta puntando su due fronti: da una parte c’è l’Oled, i pannelli a diodi organici che garantiscono immagini nitide, molto sature e con neri netti, dall’altra c’è il design, un mantra ormai per i produttori di Tv odierni. In un mercato stagnante, con un dieci per cento anno su anno tra 2016 e 2017 e meno 30 per cento nelle prime tre settimane di gennaio, ma subissato di prodotti, i vari modelli non riescono a esprimere al pubblico le proprie potenzialità ed è quindi l’estetica a diventare la chiave del successo. La bellezza infatti può essere avvertita da tutti, anche dai profani, è quel qualcosa in più che spinge a investire denaro su un modello piuttosto che l’altro. Ed ecco che Philips ci punta parecchio.

Il portabandiera

La proposta di Philips per il 2018 parte prima di tutto dall’Oled 973, il portabandiera del marchio. Come suggerisce il nome, è un Oled da 65 pollici (il pannello come per tutti è di Lg) con risoluzione Ultra HD e supporto a HDR. Ovviamente smart, a bordo ha un processore quad core che fa girare Android TV, la versione televisiva del robottino verde su cui possiamo scaricare app come con il telefono. Un telecomando con tastiera Qwerty completa consente di navigare mentre stiamo sul divano, ha pure il tasto Netflix per accedere velocemente alla piattaforma di streaming mentre un secondo telecomando permette di controllare il pannello con la voce. Il fiore all’occhiello di questo 973 però è il P5, processore d’immagine già visto su altri modelli del marchio capace di migliorare la resa delle immagini e dei colori oltre a trattare le sorgenti così da darci sempre il massimo.

Costerà 5mila euro

Come da tradizione anche sul 973 troviamo l’Ambilight in versione Spectra XL : dei led irradiano luce dai lati del TV sulla parete retrostante espandendo quindi ciò che passa sullo schermo così da aumentare l’esperienza visiva. Da buon portabandiera, l’Oled 973 non rinuncia anche all’audio. La base in alluminio è ricoperta da un tessuto particolare realizzato dalla danese Kvadrat e al suo interno racchiude un sistema a 6.1 canali con sei altoparlanti e uno speaker Triple Ring dedicato ai bassi. Ancora non è stato svelato il prezzo ma dovrebbe aggirarsi intorno ai cinquemila euro.

Alessio Lana, Corriere della Sera

 

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