Mara Venier, analisi di un successo

(di Marco Luci) L’estate scorsa, quando Mara Venier è stata chiamata dagli ex vertici Rai (l’allora dg Mario Orfeo e Angelo Teodoli, direttore di Rai1) per risollevare le sorti di Domenica In, sicuramente ci avrà pensato su non poco. Superata la comprensibile euforia del momento per la gradita ed inaspettata richiamata in servizio, sicuramente zia Mara avrà passato giornate e nottate di riflessione insieme al suo consigliere più esperto ed affidabile, il marito Nicola Carraro. Alla fine però, Mara, come spesso fa, ha deciso di pancia, ha fatto prevalere il suo istinto e il suo fiuto da vera fuoriclasse del piccolo schermo: accetto la sfida, la faccio.

E così è partita questa incredibile avventura televisiva con una mission quasi impossibile: risollevare le sorti di Domenica In e allo stesso tempo provare ad arginare la D’Urso che negli anni, con la sua Domenica Live, si era ben organizzata macinando ascolti e share. Ma la molla che ha fatto scattare Mara, è stata anche quella di un altro sentiment: quello della fuoriclasse che non si sente ancora da ‘panchina’. Mara sapeva molto bene che la sfida non sarebbe stata facile ed ha puntato molto sue due aspetti importanti: il fattore giovani, che nei 4 anni di esperienza molto positiva a Mediaset con Tu sì que vales e l’Isola come ‘opinionista top’ li aveva conquistati alla grande (memorabili le GIF dedicate alla ‘zia Mara’) ed il fattore MARA, ovvero il valore aggiunto della notizia del suo ritorno a casa, a Domenica In, che per 10 anni è stato il programma che maggiormente la identifica, quello che l’ha resa  la ‘signora della domenica’.

E poi, per il suo ritorno ha avuto come sempre, l’idea geniale: partire con la sigla Eh già… io sono ancora qua (cit. Vasco Rossi) come a voler dire, mi volevano rottamare ma io sono ancora qua, almeno per quest’anno, poi si vedrà.

Mara Venier, da grande conduttrice navigata, si è battuta per avere attorno a se alcuni dei suoi autori storici, tra i quali il sottoscritto, perché Mara ha un modo tutto suo di lavorare al programma, ascolta le idee, le proposte, i suggerimenti, poi la vedi che riflette… e  alla fine è lei che ti da la dritta giusta, che ti sa dire perfettamente se quell’ospite funziona o meno, se la scaletta è giusta così o va cambiata anche all’ultimo momento. Raramente, in 30 anni di tv, ho conosciuto una persona così empatica e così sensibile, Mara Venier ha un fiuto unico, straordinario, percepisce immediatamente se quell’intervista sta andando per il verso giusto o se l’ospite in quel momento non ha più nulla da raccontare e quindi è meglio stringere e finirla lì. Mara Venier in diretta, mentre fa una intervista è capace di stravolgerti il copione, l’ordine dei filmati e quindi l’andamento stesso del racconto, ma alla fine ha ragione lei, l’intervista doveva andare in quel modo e le curve degli ascolti il giorno dopo le daranno ragione.

In ogni cosa che fa ci mette tutta se stessa, passione, cuore, entusiasmo, la vedi lottare al tuo fianco e battersi come un leone fino all’ultimo per avere quell’ospite in particolare, ha sempre condotto le 3 ore e mezza di diretta da grande professionista, senza mai lamentarsi, anche quando il mal di schiena la piegava in due e la faceva piangere dal dolore. E quest’ anno, Domenica In è stata un successo straordinario, con uno share stabilmente intorno al 18% di media, almeno 5 punti sopra le media della stagione precedente. Ma quello che più conta, è che il programma della concorrenza alla fine ha dovuto cedere il passo ed è stato spostato di orario, iniziando praticamente quando finisce Domenica In.

Mara Venier è riuscita anche nell’impresa di riavvicinare un pubblico più giovane a Domenica In, abbassando notevolmente la media di età nella fascia della domenica pomeriggio di Rai1. Ma la vera soddisfazione credo che Mara se la porterà per sempre dentro di sé, ed è quella di essere riuscita a dimostrare a tutti (soprattutto a sé stessa) che non era ancora da ‘rottamare’ e che lei, ancora oggi, è una numero uno nel panorama televisivo.

 

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