Meghan Markle (ancora) contro il protocollo: un tatuaggio all’hennè per celebrare la gravidanza

La duchessa di Sussex è tornata ad infrangere l’etichetta di Buckingham Palace. In Marocco, dove sta adempiendo all’ultimo obbligo regale, si è lasciata tatuare su mano e avambraccio un fiore all’hennè.

Come aveva fatto Kate Middleton, solo più in grande
Kate Middleton aveva lasciato l’Inghilterra di stucco quando, al settimo mese di gravidanza, si era decisa a lasciare che una ragazza asiatica le pitturasse la mano. Allora, la duchessa di Cambridge si trovava in visita al Fire Station Arts Centre di Sunderland, luogo d’accoglienza di bambini e adolescenti provenienti da ogni parte del mondo. E lì, tra decine di ragazzini, aveva incontrato la diciottenne Shajida Begum, i suoi sogni grandi di diventare artista, la sua emozione, così forte da aver spinto Kate Middleton a chiederle di realizzare un fiore in henné sulla sua mano.

Il tatuaggio, temporaneo, era piccolo e discreto. Un fiorellino poco distante dal polso, al quale la cognata Meghan Markle ha voluto rispondere in grande. La duchessa di Sussex, in visita in Marocco con il marito, ha chiesto alla diciassettenne Samira Ouaadi, una delle ragazze ospitate nel rifugio femminile di Ansi, di dipingerle dei fiori tra avambraccio e mani.

Il risultato, un gigantesco tatuaggio all’henné che dal polso si snoda sul palmo della mano, ha un che di propiziatorio. In Africa, come in India, in Pakistan e nel Medio-Oriente, i tatuaggi all’henné sono utilizzati per celebrare le occasioni speciali, in particolar modo le gravidanze. «È come la pianta del paradiso, con la quale marchiamo le occasioni speciali», ha spiegato la giovane a Meghan Markle che, rifiutando di lavar via il tatuaggio, se l’è tenuto stretto, ringraziando Samira con un regale: «È adorabile, merci».

Claudia Casiraghi, Vanity Fair

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