Ad Arezzo arriva Vinicio Capossela

Ad Arezzo arriva “Pandemonium” di Vinicio Capossela, all’interno della rassegna “Anfiteatro sotto le stelle” il cartellone che, fino a metà settembre, proporrà musica, danza, teatro. L’appuntamento è per stasera, venerdì 24 luglio. “Pandemonium” è lo spettacolo ideato durante la pandemia, un concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che questo anno compie i trent’anni dalla data di pubblicazione di “All’una e trentacinque circa” (1990), il primo disco di Vinicio Capossela. Un concerto accompagnato da un insieme di strumenti musicali che insieme evocano il Pandemonium, mitico strumento gigantesco, del tipo dell’organo da fiera, completamente realizzato in metallo.   “Ho sentito parlare di questo enorme strumento – spiega lo stesso Capossela -, un grande organo fatto di metalli estratti dalle viscere della terra, dalle creature intraterrestri, i nani che battono e forgiano nelle cavità ctonie, il cui rimbombo ci raggiunge col brontolare del tuono, e provoca il frastuono. Il disordine continua il suo lavoro, fino nelle fibre dell’invisibile e ci modifica incessantemente. Noi cerchiamo di mettere un po’ di ordine, salvare qualche emozione pura, forgiandola in canzone e suonandola in solitudine. Una solitudine amplificata. C’è sì un compagno, un rumorista intraterrestre, Vincenzo Vasi, ma è lì per fare sentire la mancanza dell’orchestra, non per colmarla. Funge da amplificatore di echi nella solitudine della pancia della balena, durante l’eclissi. Amplifica le sue volte, le sue caverne e i suoi strati. Batte i metalli delle piastre del vibrafono e li fa espandere, come la goccia provoca cerchi quando cade. Suona le voci fantasma nascoste nel Theremin e rigenera i suoni del mondo. E poi c’è l’intimità del colloquio, così come è avvenuto nella distanza. La narrazione che svela le storie e gli scheletri negli armadi delle canzoni. Un repertorio scelto di volta in volta nei cunicoli scavati in trent’anni di canzoni”.

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