Gigi Riva e Fabrizio De André: il legame indissolubile della solitudine

Gigi Riva ha legato la sua vita a luoghi irrinunciabili, tra cui spicca la Sardegna, la sua casa. Ma ci sono altri luoghi che occupano un posto speciale nel suo cuore, come i reparti offensivi del Cagliari e della Nazionale. Tra tutti, uno è davvero unico: il sedile in testa al pullman del Cagliari, accanto all’autista, che gli conferiva il privilegio di selezionare le canzoni per il viaggio.

Questa responsabilità, che Gigi ha sempre affrontato con sicurezza, è stata paragonabile alla sua sicurezza davanti alla porta. Mentre immaginiamo Gigi di fronte al mangianastri, tirava fuori le solite musicassette, tutte etichettate con lo stesso nome: Fabrizio De André. La sua preferita era “Preghiera in Gennaio“, scritta da Faber al ritorno dai funerali di Luigi Tenco, suo grande amico scomparso prematuramente. Per Riva, questa canzone è la colonna sonora della sua vita quotidiana, un omaggio a chi ha affrontato la morte fin da bambino, prima con suo padre e poi con sua amata madre.

Gigi Riva ascolta regolarmente questa canzone, talvolta alternandola a “Bocca di Rosa“, ma la sua fedeltà a “Preghiera in Gennaio” è inalterata. La sua curiosità nei confronti di questa canzone cresce ogni giorno, spingendolo a voler conoscere meglio il suo autore, Fabrizio De André. L’incontro tra i due avviene il 14 settembre del 1969, nella stagione in cui il Cagliari diventa campione d’Italia. In casa di De André, tra due uomini di poche parole, l’alcol scioglie il ghiaccio e fa emergere una storia affascinante. La chimica tra whisky e silenzio crea un legame tra due eroi così simili da dover inevitabilmente incontrarsi.

Durante la conversazione, sicuramente hanno condiviso più di una sigaretta e discusso della Sardegna. Fabrizio ha visitato l’isola per la prima volta l’anno precedente, a Portobello di Gallura, un angolo ancora incontaminato dalla frenesia turistica della Costa Smeralda. Per Gigi, la Sardegna è già diventata casa, anche se non sospetta ancora che lo sarà per il resto della sua esistenza.

Alla fine del loro incontro, avviene uno scambio simbolico: De André dona a Riva la sua chitarra, mentre quest’ultimo gli regala la sua maglia numero 11. Da quel giorno, non si sono più visti né sentiti, ma il loro legame non si è mai interrotto. Entrambi sono diventati adottivi sardi, ognuno plasmato da esperienze uniche: uno dalla vittoria di uno scudetto, senza necessariamente legato al calcio, e l’altro dalle catene di un rapimento, un episodio indelebile raccontato nella straordinaria “Hotel Supramonte”.

Entrambi condividono la volontà di riscattare la vita degli emarginati: uno attraverso i gol dedicati agli amici pescatori e pastori, l’altro tramite le sue canzoni, dove gli emarginati diventano i protagonisti assoluti. Ora, con la mancanza di Gigi, la Preghiera in Gennaio risuona ancora più intensamente, un legame indissolubile tra due eroi, entrambi diventati sardi d’adozione, entrambi amati, entrambi eterni.

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