A MEMORIA IMPERITURA DI VENERDI’ 23 OTTOBRE 2015

andy warhol(Tiziano Rapanà) Orlando art net – Speciale Andy Warhol (2015): «Signore e signori, sovaldi ben ritrovati. Un saluto da Alessandro Orlando. Come state? Beh io devo dire… uhm… ho una sensazione un po’ particolare, online perché – nonostante faccio questo mestiere da ventisette anni – io stasera sono emozionato, ma sinceramente emozionato come non mai. Forse è la trasmissione che avrei sempre voluto presentare…» Ed effettivamente per Alessandro Orlando, il momento è d’oro. Comunque è il caso di cominciare con una premessa d’introduzione di Orlando. Egli è un televenditore d’arte nonché proprietario di una piccola tv “Orlando Art Net” (ossia una modesta syndacation, che trasmette i propri programmi su Channel 24 e Italia 126, tutti i giorni dalle ore 21.00 con qualche variazione: ossia la programmazione del sabato anticipa alle 19 e la domenica addirittura avviene il quasi totale dominio del palinsesto), che è uno spazio d’arte e di promozione di quadri, divani, sculture e oggetti d’arte in generale. I fan lo conoscono soprattutto per la quasi ventennale militanza in Telemarket (ora divenuto Starmarket con la nuova gestione Cagnola), che lo ha visto protagonista di incredibili trasmissioni, che sono state puntualmente riprese dal web (sono, peraltro, notissimi i video di riproposizione delle presentazioni delle sculture di Rabarama e soprattutto dell’opera “Energia” di Mario Schifano). E’ probabilmente il televenditore più noto del settore (sicuramente più celeberrimo anche di Franco Boni, che è stato il primo vero grande televenditore del genere e tuttavia la sua grande popolarità è dovuta per lo più all’imitazione del mitico Corrado Guzzanti) e certamente è il più amato dal pubblico… questa cosa non è una rarità, poiché gli appassionati (che sono, in verità, soltanto una fervente nicchia) conoscono perfettamente tutte le gesta dei loro beniamini preferiti epperò il successo e l’affetto che ricopre Orlando è abbastanza inedito. Anche se, bisogna affermare che anche l’approccio di Orlando all’opera è alquanto singolare, poiché egli presenta il quadro al pari di un fanciullo innamorato pazzo di una donzella dotata di una bellezza assai rara e sbalorditiva. Personalmente, però Orlando talvolta esagera, perché alcune opere non sembrano proprio belline. Ovviamente non ho nulla da ridire, poiché egli fa il suo mestiere ed anche perché, in fondo, questo ingrandimento dell’accentuazione è l’unico vero probabile ingrediente del successo pluridecennale del conduttore, che sta vivendo un momento particolare della sua carriera, che vi lascio raccontare dallo stesso Orlando. «Ho avuto un groppo alla gola… quando sono entrato nello studio della galleria Orlando da dove trasmettiamo e ho visto a parete dodici pezzi unici di Andy Warhol. Pezzi unici, soprattutto inediti, mai mostrati, mai visti da nessuna parte…» Indubbiamente una parete adornata di opere esclusive dell’artista è una leccornia imprevista, che sancisce un legittimo evento televisivo (legato al mondo del telemarketing). La trasmissione dura all’incirca tre ore, ed è introdotta da un talk condotto dallo stesso Orlando, il quale colloquia con Carlo Santagostino (docente di informatica) e con Giuliano Grittini (fotografo e artista stampatore nonché collaboratore di Warhol). L’angolo del talk è al quanto noioso: il tutto si riduce ad una sterile celebrazione del mito con l’aggiunta di una spiegazione della collaborazione dell’artista con Commodore 64 ed una parca introduzione delle opere esposte, che rappresentano il primordio della più famosa serie di Warhol “Ladies and Gentleman”. Le opere proposte sono di una lucente bellezza, frutto di un complesso e articolato lavoro digitale. Naturalmente la promozione non si riduce soltanto a queste delizie, poiché Orlando presenta anche l’emblema della Pop Art, ossia la mitologica lattina Campbells soup, che da l’inizio alla danza di vendita. «Cominciamo da lei, da questa… definirla scultura è niente rispetto a quello che è un’opera d’arte vera e propria. Pensate che siete di fronte ad una lattina di Campbells soup firmata da lui. Questa è la sua firma originale, vera. Naturalmente, quando si parla di opere del genere ci sono talmente tante riproduzioni, anche autorizzate dalla “Andy Warhol foundation”, ma che chiaramente hanno… si te le vendono a mille e duemila euro, ma ovviamente non hanno il valore di un’autentica Campbells soup firmata da lui.» Lo stile di Orlando si conferma potente seppure semplice: egli ribadisce soltanto l’unicità dell’opera, che è la forza di una promozione classica degli anni d’oro del “diffidate dalle imitazioni”. Peraltro l’eloquio del presentatore segue questa scia sobria, che appare lontana da incredibili iperbole tipiche di Orlando. E dopotutto quest’ultimo ha poco da enfatizzare, poiché egli presenta una storia dell’arte moderna che è stata lungamente e largamente glorificata in mille modi possibili. Come in ogni televendita d’arte e in special modo nelle trasmissioni di Orlando, l’acquisto non è obbligatorio. Tale particolare è stato specificato molte volte in trasmissione. «Non avete nessun impegno all’acquisto, potete chiamare e prenotare l’opera che volete, vederla gratuitamente a casa vostra. Le potete pagare in cinque anni… pensa te! Quante volte avete sentito dire queste cose “pagatela in cinque anni, pagatela a cento euro al mese”, ma vi rendete conto di che cosa… a che cosa vi state avvicinando? Qui non c’è l’Orlando della situazione che vi dice “compra questo artista, perché diventerà famoso o ti renderà un uomo ricco”, anche perché Orlando ‘ste cose non le dice, ma avrete di fronte a voi la possibilità di avvicinarvi a opere, pezzi unici di Andy Warhol.» Sicuramente queste parole confermano la qualità oratoria di Orlando, vero e proprio “pezzo unico” del settore. Bisogna comunque ammettere che il capolavoro (o meglio capolavoro di promozione) preventivato non si è palesato, perche purtroppo non tutto è interessante: tutt’altro. E per di più, con il passare delle ore, la televendita peggiora con l’avvento dell’usualità e prevedibilità. Ovviamente resta intoccabile l’indubbio valore storico – a livello di studio sulla pubblicità e televisione tutta – della trasmissione.

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