RAI, AFFONDO PD SUI TALK SHOW: “VANNO RIVISTI”

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(Repubblica) Giannini (Ballarò): “Facciamo solo giornalismo, look raccontiamo la realtà”. Crozza: “Renzi si preoccupi del Paese”. ROMA. Dopo le parole del premier contro “i talk del martedì” che fanno meno della replica di Rambo con un racconto “pigro e mediocre della realtà”, sovaldi sale il Pd va all’attacco in Parlamento. La polemica era già nata nei giorni scorsi, quando a Ballarò erano stati ospiti due esponenti dei 5 stelle, Luigi Di Maio prima e Alessandro Di Battista poi , mentre la Presadiretta di Riccardo Iacona faceva un’inchiesta sull’Italia ai tempi del Jobs act non dando – secondo i democratici – abbastanza spazio ai sindacati favorevoli. E un servizio sui circoli di Forza Italia sgradito al senatore Maurizio Gasparri. Così, ieri, la commissione di Vigilanza ha convocato il direttore di Raitre Andrea Vianello, che tornerà oggi per rispondere alle domande dei parlamentari. Poi certo, ufficialmente l’auizione riguarda la crisi del talk e lo stato dell’informazione nel servizio pubblico. Ma quello che si svolgerà a Palazzo San Macuto – a sentire gli interessati – è un processo a Raitre con tanto di rilievi su scaletta dei programmi e realizzazione dei reportage.

Massimo Giannini e Giovanni Floris – i conduttori di quei “talk del martedì” finiti sotto accusa – hanno risposto al premier attraverso le loro trasmissioni. Giannini ha aperto Ballarò, su Raitre, ricordando quella che ha definito “la missione del nostro lavoro, informare l’opinione pubblica mettendo in luce le contraddizioni che albergano dentro tutti i poteri”. “Noi non facciamo narrazione, raccontiamo la realtà – ha detto il giornalista – e in crisi non sono i talk, ma il discorso pubblico, la rappresentanza. Prendersela con la tv significa fare come il malato che invece di curare la febbre spezza il termometro”. Floris – che su La7 è in una posizione meno delicata, non dovendo rispondere ad alcuna commissione di Vigilanza – ha lasciato che a ribattere fosse Maurizio Crozza: “Renzi che si preoccupa degli ascolti del martedì – ha scherzato il comico – più che per la guida del Paese, sembra pronto per una Guida TV. Non so… potrebbe dirigere ” TV, Sorrisi e Cazzate””. Risate. “L’attacco ai talk è un classico dei politici”, chiosa solo Giovanni Floris. I cui rapporti con Renzi si sono interrotti dopo un’intervista fatta quando conduceva Ballarò. E il cui programma, Dimartedì, l’anno scorso è stato disertato dal premier, che al Ballarò di Giannini ha concesso solo un’intervista registrata a Palazzo Chigi, mentre è andato ospite sedendo sulle poltroncine di Otto e Mezzo, Porta a Porta, e perfino da Nicola Porro, a Virus, e da Del Debbio a Quinta Colonna.

Dai vertici Rai non trapela nulla. Né alcun segnale arriva ai dirigenti. Per ora, il dibattito è tutto parlamentare, con i 5 stelle che – pur attaccando i talk come hanno sempre fatto – dicono: “Gasparri e Renzi vogliono solo lottizzare”, e il senatore pd Francesco Verducci che annuncia: “In Vigilanza porrò il tema di come l’informazione, l’approfondimento e i talk debbano ripensarsi radicalmente. Oggi hanno perso legittimazione, credibilità e ascolti perché troppo autoreferenziali e autocentrati”. “Sarebbe bello – propone il senatore dem – sperimentare nuove formule, raccontare ciò che non va, ma anche e soprattutto gli esempi positivi, di riscatto”. Durissimo il deputato pd Michele Anzaldi: “Vianello oggi
ha difeso l’indifendibile, ha lasciato andare a La7 Floris per una questione di risparmi e fa un programma che non risparmia neanche un euro. Non si è mai visto nella storia della tv pubblica un talk che apre due settimane di seguito con lo stesso partito”.

(a. cuz.)

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