Tarantino: “Sono un uomo cambiato perché ho trovato la donna perfetta”

Il regista presenta «C’era una volta a Hollywood»: «Anche il mio cinema è diverso»

Dopo settimane di silenzi per tutelare l’esclusiva con una televisione, il regista, accompagnato da Leonardo Di Caprio, Brad Pitt e Margot Robbie ha parlato di C’era una volta a… Hollywood, prima mondiale in concorso al Festival di Cannes. Presentato sull’onda del ricordo e delle suggestioni di Pulp fiction, che sulla Croisette vinse la Palma d’oro nel 1994, l’autore italo-americano ha puntualizzato subito: «Il mio cinema è molto cambiato rispetto al passato perché ora sono un uomo più tranquillo dopo aver trovato la donna perfetta». E la cantante israeliana Daniela Pick, che lo ha sposato a novembre, assisteva lusingata al pubblico elogio con cui il marito metteva ordine nella sua vita sentimentale e professionale. Aveva perfino annunciato di non voler girare più di otto film e questo è il nono. «I programmi cambiano, i numeri sono solo numeri».Un’occasione delicata che ha sollevato interrogativi anche sulla trama e in particolare sulla strage di Bel Air, quando la Manson family massacrò la Sharon Tate e i suoi amici. «Mi sono molto documentato su quei fatti ma mi sono accorto che, quanto più leggevo e approfondivo la dinamica dell’omicidio di Sharon Tate e dei suoi ospiti, tanto meno tornavano i conti. Insomma, c’erano lati oscuri mai chiariti. Forse è il destino di tutti i più sconvolgenti delitti». Nella fase preparatoria è mancato il confronto con Roman Polanski, assente quella tragica sera del 9 agosto 1969. «Onestamente, con lui non ho parlato». Ne è uscito così un film nostalgico, abbastanza lontano dagli stilemi cui Tarantino ha abituato il suo pubblico fino a The hateful eight. E, in clima di western, come si spiegano le citazioni di un’Italia anch’essa lontana ma sempre viva nelle sue opere. «Sono cresciuto con i film di Margheriti e Corbucci, registi che hanno costruito la mia cultura cinematografica». E le scene in italiano chi le ha scritte… «Improvvisazioni, magnifiche ed estemporanee». Impossibile allora non chiedergli se preferisse quell’epoca di fine anni Sessanta o quella che stiamo vivendo ora: «Scelgo qualsiasi decennio, purché senza telefonini».Brad Pitt e Leonardo Di Caprio invece hanno scoperto le carte. «È stato molto divertente girare questo film. Avevamo un patto e lo abbiamo rispettato». Più diplomatica Margot Robbie: «Di solito cerco di immergermi nei personaggi che interpreto. Per Sharon Tate però è stato difficile. Ha vissuto solo 26 anni e la sua memoria è legata più alla tragedia che al cinema. Non mi è rimasto che indottrinarmi con The wrecking crew – ovvero Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm – citato nel film».

Stefano Giani, ilgiornale.it

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