Flash Mob a lutto nel giorno della festa della musica a Milano: in piazza per chiedere che si faccia qualcosa

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Per la festa della musica 2021 ci si ritrova in piazza ma non per suonare uno strumento ma per manifestare per chiedere che si faccia qualcosa per tutte le persone che lavorano in questo settore. Oggi diverse manifestazioni, una anche a Milano, in piazza Duomo, che ha visto la partecipazione di artisti come: 

Levante, Diodato, Lodo Guenzi, Manuel Agnelli, Cosmo e Ghemon. Questi sono solo alcuni dei nomi degli artisti più famosi della musica italiana che oggi, in occasione della festa della musica, che si festeggia il 21 giugno 2020, si sono dati appuntamento in Piazza Duomo. Niente strumenti in mano ma un flash mob a sostegno dei lavoratori dello spettacolo, un settore duramente colpito dall’emergenza coronavirus. Per gli artisti c’è ben poco da festeggiare dopo quello che è successo negli ultimi quattro mesi, non a caso, oggi,  hanno deciso di vestirsi a lutto e di rimanere in silenzio per alcuni minuti. Provano a sensibilizzare tutti q questa volta non lo fanno con le parole delle loro canzoni, con le note della loro musica, ma con il silenzio.

Gli artisti, hanno più volte ricordato sui social, che i problemi economici e non solo, non riguardano i nomi altisonanti, che possono anche fermarsi per qualche mese ma tutte le persone che lavorano nel settore, i piccoli artisti, le etichette indipendenti e tutte le persone che lavorano per permettere che la musica si possa fare.

Si scende quindi in pizza per chiedere al governo di prendere in considerazione il pacchetto di emendamenti al Decreto Rilancio messi sul piatto dai lavoratori. Tra le richieste, ad esempio, c’è quella di un’indennità per tutti i lavoratori dello spettacolo sino a che non sarà possibile una reale ed effettiva ripartenza del settore.

Le parole di Diodato, ultimo vincitore del Festival di Sanremo: “Il mondo della musica muove un’economia importante e ci dispiace non essere presi in considerazione. Questa battaglia la facciamo per tutti coloro che ci permettono di fare il nostro lavoro, anche dietro le quinte e noi cerchiamo di essere un megafono anche per loro”.


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