Roma, a giugno al Teatro dell’Opera si esibirà Vinicio Capossela

Un altro grande appuntamento si aggiunge agli Extra già annunciati per la prossima stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla. Lunedì 22 giugno 2020, Vinicio Capossela si esibirà infatti nel magico scenario archeologico accompagnato dall’orchestra giovanile Luigi Cherubini diretta dal maestro Stefano Nanni.       Dopo un anno di rappresentazioni live legate al suo ultimo album ‘Ballate per uomini e bestie’, il 2020 vedrà Vinicio Capossela in scena con ‘Bestiario d’Amore’: concerto intimo e narrativo a soggetto amoroso e bestiale, un excursus lungo la vasta produzione del cantautore nell’anno del trentesimo anniversario della sua carriera.
 Non si tratta di un vero e proprio album ma di una piccola opera composta di 4 brani di ambientazione trobadorica che conclude il viaggio nel medioevo fantastico di ‘Ballate per uomini e bestie’ affrontando l’ultimo e il più grande dei misteri della natura umana: l’amore.   

Per scavare all’interno di un tema tanto complesso Capossela ha preso ispirazione dal componimento letterario di un erudito del milleduecento, Richart de Fornival, che crea il suo bestiario d’amore attraverso una originalissima e brillante combinazione tra le favolose descrizioni naturalistiche dei Bestiari medievali e la fenomenologia dei comportamenti amorosi. Da questo testo è stato ricavato un poema musicale illustrato dall’artista Elisa Seitzinger, strumentato per orchestra sinfonica dal M° Stefano Nanni.
“L’Amore – dichiara Vinicio Capossela – apre i cancelli allo zoo interiore che ci portiamo dentro. Attiva in noi il lupo, il coccodrillo e la sirena, ci rende parenti stretti del licantropo, del corvo e dell’asino selvaggio, ci rende credibili la fenice e l’unicorno. Insomma mette in moto e rivela un intero bestiario d’amore, perché l’innamorato è un mostro, sopraffatto dalla necessità di mostrarsi. Mostrare il proprio stato o nasconderlo, abitare l’incantesimo o romperlo, abbracciare la trasformazione o respingerla sono soltanto alcuni piccoli casi degli smisurati quesiti che lo stato febbrile pone”. “Non potendo evitare l’amore – aggiunge Capossela – lo celebreremo quindi in forma di bestiario usando tutte le allegorie che la natura animale offre. Per iniziare, ci rivolgeremo a una lettera scritta da un erudito del milleduecento, Richart de Fornival, e al suo bestiario d’amore”.  

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