È morto suicida Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park

Il musicista, 41 anni, è stato trovato morto nella sua casa di Los Angeles. Soffriva da tempo di depressione. Amico di Chris Cornell, gli aveva dedicato una lettera aperta

Il cantante del gruppo nu metal Linkin Park, Chester Bennington è stato trovato morto nella casa di Palos Verdes Estates, a sud di Los Angeles. Il musicista lottava da anni con dipendenza da alcol e droghe, aveva 41 anni. Oggi sarebbe stato il compleanno del suo amico Chris Cornell, morto suicida il 18 maggio scorso, al quale aveva dedicato una lettera aperta e al cui funerale aveva cantato Hallelujah di Leonard Cohen. Aveva sei figli.
Tra i più grandi rappresentanti del genere definito nu metal, che coniuga il rock pesante con influenze hip hop, i Linkin Park avevano ottenuto grande successo mondiale con il disco Hybrid Theory, seguito da Meteora. In seguito avevano collaborato con Jay Z, il rapper imprenditore marito di Beyoncé, nell’album Collision course. L’ultimo album dei Linkin Park, One More Light, che segnava una svolta artistica più morbida nella discografia della band, è uscito a maggio: l’ultimo concerto italiano dei Linkin Park è stato invece il 17 giugno all’Autodromo di Monza all’interno della rassegna I Days Festival. 80.000 persone da tutta Italia lo hanno reso uno dei concerti di maggior successo dell’estate. Bennington aveva a lungo sofferto di depressione. Secondo il sito Tmz, in passato aveva raccontato di aver pensato al suicidio a causa degli abusi sessuali subiti da bambino, tra i 7 e i 13 anni. In una intervista di qualche anno fa, Bennington aveva confessato di essere arrivato a consumare 11 acidi al giorno nei suoi periodi di crisi acuta: “Ne ho presi così tanti che sono sorpreso di essere ancora in grado di parlare”.Nato nel 1976 a Phoenix, in Arizona, , Bennington era figlio di un poliziotto e di un’infermiera. Dotato di una voce inconfondibile, capace di passare con grande efficacia dai registri più duri a quelli melodici, insieme ai Linkin Park aveva ottenuto un successo clamoroso, vendendo più di 60 milioni di dischi in tutto il mondo. Tra il 2013 e il 2015 era stato il cantante solista degli Stone Temple Pilots: sostituiva Scott Weiland, a sua volta alle prese con problemi di droga. Per un macabro, sconcertante destino, lo stesso Weiland è stato trovato morto nel suo tour bus il 3 dicembre 2015. Recentemente Bennington aveva in qualche modo lanciato segnali di instabilità attraverso i suoi dischi. In particolare con il singolo Heavy, pubblicato quattro mesi fa, aveva raccontato con grande sincerità il suo malessere e la sua depressione. Nonostante tutto, nelle ultime settimane Bennington era stato impegnato in studio con la band e con il rapper Watsky, lasciando intuire progetti imminenti. L’altro cantante dei Linkin Park, Mike Shinoda, ha postato su Twitter un messaggio commosso e pieno di incredulità. Come milioni di fan, anche lui è alla disperata ricerca di una spiegazione.

Andrea Silenzi, la Repubblica

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