TUTTI PAZZI PER PRETTY WOMAN FAVOLA ETERNA CHE FA SOGNARE

Mercoledì sera su Raiuno ancora una volta, passando dal pop-moderno all’élite, Pretty Woman ha fatto centro.

-richard-gere-julia-roberts-pretty womanMi si permetta un ricordo in prima persona. Anni fa, fine anni Novanta, Scuola di comunicazione sociale dell’Università Cattolica di Milano (una scuola di giornalismo, post laurea), ebbi la fortuna di seguire una sontuosa lezione del professor Gianfranco Bettetini, scomparso pochi giorni fa, dedicata a Pretty Woman.
Semiotica del cinema. Smontando il celebre film, (ci) svelava gli elementi che ne hanno decretato il successo mondiale. Perché uno spettatore continua ripetutamente, visione dopo visione, a credere alla stessa favola, che pure è già annunciata come tale fin dal prologo? Ricordate? «Benvenuti a Hollywood. Chiunque viene a Hollywood ha un sogno. Il vostro qual è? Che sogno avete? Ehi, signore, ehi, qual è il tuo sogno?».
Già, perché ci piace così tanto cascare, ogni volta, in questo sogno così incredibile?
La risposta non è così importante, se non per i semiologi appunto. Non interessa allo spettatore, che continua a rivederlo senza bisogno di sofisticate spiegazioni. E non interessa ai responsabili dei palinsesti, che continuano a riproporlo sicuri del ritorno di audience, e questo a loro basta. La cosa importante è che il film ha sempre successo.
Mercoledì sera, ancora. Su Raiuno Pretty Woman ha incassato 3 milioni 606mila spettatori e il 14,5% di share (non molto sotto Bonolis: 3milioni e 900). Ed era al suo 25° passaggio televisivo. Venticinquesimo…
Un po’ come Una poltrona per due, film culto di ogni Natale, che qualche settimana fa, la Vigilia, ha fatto 2 milioni e centomila spettatori… O Lo chiamavano Trinità, che l’ultima volta, a giugno, ne ha fatti 2 milioni e novecentomila. Oppure Ghost, con Patrick Swayze e Demi Moore, che fa sempre il botto… Film magici.
Ogni stagione ha i suoi eroi – la mia generazione è cresciuta con in testa il fenotipo di Julia Roberts, questa con quello di Kim Kardashian, e qualcosa vorrà pur dire -, ma anche i propri indicatori di popolarità. Ed era curioso vedere, mercoledì sera, che #PrettyWoman era trend topic su Twitter. Sembrava che la meglio intellighenzia italiana – tra giornalisti e scrittori – stesse vedendo il film, twittando commenti e citazioni entrate nella leggenda cinematografica. Ancora una volta, passando dal pop-moderno all’élite, Pretty Woman ha fatto centro. Del resto, «Questa è Hollywood. La città dei sogni. Alcuni si avverano… altri no. Ma continuate a sognare». The End.

Luigi Mascheroni, il Giornale

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