BAGLIONI E IL PAPA PER I PIÙ SFORTUNATI, FRANCESCO: “PARLO DEI POVERI, NON È UNA MALATTIA”

Grande successo per “Avrai”, il concerto evento di Claudio Baglioni che ha conquistato anche la serata televisiva, grazie alla musica e alle parole degli ospiti, comprese quelli del più atteso, Papa Francesco, intervenuto con un videomessaggio

baglioniÈ stata “La vita è adesso” a chiudere “Avrai”, la serata evento organizzata da Claudio Baglioni con il consenso e l’appoggio di Papa Francesco che si è tenuto ieri in Vaticano, con diretta su Rai Uno e in mondovisione. Il pubblico si è ritrovato in piedi a cantare e ballare sulle note di una delle canzoni più conosciute e amate del cantante romano grazie al quale, ieri, sono stati raccolti fondi che saranno devoluti al reparto di pediatria dell’ospedale di Bangui, capitale della Repubblica Centraficana, che si sta riprendendo da una violenta guerra civile e per le popolazioni del centro Italia colpite, nei mesi scorsi, dal terremoto. Una lunga maratone che ha mescolato la musica, ovviamente, ma anche le parole, quelle con cui si sono espressi i tanti ospiti presenti, ieri sera, nella Sala Nervi: “Bisogna essere nobili e non ignobili”, ha detto Baglioni da circa 150 elementi tra musicisti e vocalist ai quali, all’inizio e sul finale, si è aggiunta la banda della Gendarmeria vaticana, di cui si sono celebrati i 200 anni, oltre agli 80 del Papa.
Il cantante ha portato sul palco proprio i bambini di Bangui e Accumuli in rappresentanza di tutti i bambini del mondo, fissando il momento emozionante sulla loro importanza per una serata che si è sviluppata anche grazie agli interventi di ospiti come Danilo Rea, Beppe Fiorello, Laura Morante, Gigi Proietti, Isabella Ferrari, Donatella Finocchiaro, Vinicio Marchioni, Giorgio Pasotti, Nicoletta Romanoff, Alessandro Preziosi ed Erri De Luca, protagonista di un discorso forte ed emozionante, che ha definito il Papa “l’uomo che ha interpretato la più alta carica della Chiesa spogliandola di ogni regalità” e ha voluto esprimere un pensiero per chi affronta un ignobile viaggio della speranza in cerca di un futuro migliore e per i pescatori di Lampedusa, definiti “fuorilegge della salvezza” che hanno continuato a prestare soccorso in mare a uomini, donne e bambini che lottavano tra la vita e la morte. Ma l’ospite più atteso, ovvero il Papa è intervenuto con un videomessaggio: “Questa serata allarga l’orizzonte del Giubileo della misericordia partecipando e condividendo situazioni concrete di povertà e di bisogno: Bangui e le terre terremotate del centro Italia. Questa sera tutti voi state partecipando concretamente e generosamente alla costruzione di due progetti rivolti ai più deboli e fragili, i bambini, progetti che saranno segni visibili dell’anno della misericordia e che porteranno la firma di tanti di voi”, ha detto il Santo Padre, che ha anche voluto soffermarsi su chi gli fa notare che parla sempre di poveri e misericordia: “Sì, dico, ma non è una malattia. È semplicemente il modo con cui Dio si e’ rivelato (…). Infatti il Natale ormai alle porte – prosegue il Papa – ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato. Non solo: lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo (…). E ancora: la buona notizia, l’annuncio della nascita non viene consegnato a re e a principi, ma a pastori, uomini poco o male considerati, peccatori incalliti potremmo dire – aggiunge Francesco -. Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l’assolutamente prossimo. Per questo diventare artigiani della carità e costruttori di misericordia è come investire non in borsa, ma in paradiso, nella vita beata del cielo, nell’amore del Padre”.

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