CANNES 2016, BELLOCCHIO, VIRZÌ E GIOVANNESI IN GARA NELLA QUINZAINE

Fai bei sogni in apertura. Poi La pazza gioia con la coppia con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. E Fiori. Doppio impegno per Mastandrea

valerio mastrandreaMarco Bellocchio con Fai bei sogni in apertura. Paolo Virzì e la sua La pazza gioia con la coppia con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. E Claudio Giovanni (il regista di Alì ha gli occhi azzurri) con Fiori, una storia d’amore tra giovanissimi ambientato in un carcere minorile. Sono tre i registi italiani in gara tra i dodici annunciati dalla Quinzaine des Realizateurs. Nessuno, dunque, in gara per la Palma d’oro ma ben un terzetto nella sezione autonoma del festival, in programma dall’11 al 22 maggio. Aprirà il film di Bellocchio tratto dal romanzo di Gramellini con Berenice Bejo, Valerio Mastandrea e Fabrizio Gifuni. Nel cast di Fiori con Daphne Scoccia, Josciua Algeri anche Valerio Mastandrea. Doppio impegno sulla Croisette per lui. Molta Italia, dunque, se si considera Pericle il nero, opera terza di Stefano Mordini in Un certain règard, il doc il documentario L’ultima spiaggia, esordio nel lungometraggio di Davide Del Degan e Thanos Anastopoulos, e I tempi felici verranno presto di Alessandro Comodin (suo il doc «L’estate di Giacomo») annunciato lunedì tra i titoli della Semaine de la critique.
La fuga, l’amore, la perdita della madre
«È un grande piacere, specie la collocazione nella sezione più scapigliata e meno pomposa, peraltro in ottima compagnia, con un monumento come Bellocchio e col battagliero Giovannesi», commenta Virzì. «Siamo emozionati di mostrare in un’occasione importante come Cannes la nostra storia di follia, di ribellione alle regole, di amicizia curativa tra due donne dalla vita complicata . Quel poco che conosco di quel festival, avendolo frequentato finora solo da spettatore, o per incontri di lavoro, è che sembra una messinscena perfetta per dare ad un cineasta la sensazione strepitosa di essere, almeno per qualche giorno, al centro del mondo». La pazza gioia, che il regista ha scritto con Francesca Archibugi è la storia di due donne, Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi) e Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), in fuga da una comunità terapeutica per persone con disturbi mentali. Prodotto da Marco Belardi per Lotus Production e Rai Cinema, uscirà nelle sale italiane martedì 17 maggio distribuito da 01 Distribution. Una specie di «Tempo delle mele in carcere». Così Giovannesi descrive Fiore, girato con un cast di non attori, tra cui molti giovani ex detenuti, una produzione Pupkin Production e IBC Movie con Rai Cinema, nelle sale per Bim dal 25 maggio. «Una storia d’amore tra due adolescenti, entrambi detenuti per rapina. Il carcere è un luogo simbolico per rappresentare la mancanza d’amore più che la privazione della libertà». Valerio Mastandrea è il padre della protagonista Daphne, «appena uscito di galera dopo otto anni e con la voglia di rifarsi una vita, inadeguato in un certo senso al grande bisogno di amore che desidera la figlia». Fai bei sogni, com’è noto, è tratto dal romanzo di Gramellini, scritto a 40 anni dalla morte della madre.
«Neruda»
Una Quinzaine, sulla carta, molto forte: tra i dodici titoli spicca «Neruda» del cileno Pablo Larraín, sul grande poeta. Nel cast Gael García Bernal e Alfredo Castro, due attori cari al regista de Il club. E poi, Endless Poesy di Alejandro Jodorosky, L’economie du couple di Joachim Lafosse, My Life as a Courgette di Claude Barras e Dog Eat Dog di Paul Schrader in chiusura.

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