Pino Daniele, il figlio Alessandro: «Mi mancano i nostri dialoghi»

Il 19 marzo 2024 avrebbe segnato il compleanno di Pino Daniele, che avrebbe compiuto 69 anni, coincidendo anche con il suo onomastico e la Festa del Papà. È Alessandro Daniele, il secondogenito del cantautore napoletano, cuore e mente della Fondazione Pino Daniele, a ricordare con affetto il padre in questa giornata speciale. Alessandro, che ha lavorato al fianco di Pino per 15 anni, guida con passione le visite alle sale della casa museo Pino Daniele Alive, sita nei piani superiori del SUM – Stati Uniti Del Mondo, nel cuore di Napoli.

Le pareti e gli scaffali della casa museo sono adornati con le fotografie che raccontano la vita di Pino Daniele: scatti di scena, momenti privati con amici e colleghi, chitarre e strumenti di registrazione che testimoniano il suo straordinario percorso artistico. Alessandro condivide con i visitatori aneddoti, emozioni e curiosità legate al padre, come il suo amore per la moka degli anni ’80 che desiderava sempre nel camerino prima di salire sul palco, insieme a due tazzine.

In occasione del Pino Daniele Day, viene pubblicato un vinile in edizione limitata per celebrare il 40º anniversario di Sciò Live, il primo album live della sua carriera, contenente registrazioni dei concerti tra il 1982 e il 1984. Inoltre, Alessandro Daniele ha creato il Musicante award – Premio Pino Daniele, dedicato ai giovani talenti con un repertorio originale, ispirandosi all’eredità artistica e personale del padre.

Alessandro racconta con affetto come Pino Daniele appartenga a tutti, una consapevolezza che ha avuto sin da bambino quando portava le cartoline del padre all’asilo per condividerle con la maestra. Anche sua figlia, di soli sei anni, ha già compreso l’importanza di Pino Daniele e chiede spesso di ascoltare le sue canzoni. Il nome della bambina, Melody, è stato scelto in omaggio alla celebre canzone del padre.

Nonostante la sua assenza fisica, Alessandro avverte la presenza spirituale di suo padre e si sente vicino a lui. Ciò che più gli manca è il dialogo silenzioso e profondo che condivideva con Pino, una connessione che trasmetteva emozioni senza bisogno di parole.

Il 19 marzo, Alessandro avrebbe voluto abbracciare il padre e dirgli auguri, come facevano affettuosamente chiamandosi “panzarotti”. Ricorda con tenerezza quei momenti in cui accompagnava il padre sul palco, ricevendo un pizzico alla pancia e il consiglio di non mangiare troppo. La sua presenza e il suo insegnamento rimangono vivi nel cuore di Alessandro e di coloro che amano la musica di Pino Daniele.

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