Annalisa: “Si può lottare per le donne e i diritti civili anche con leggerezza”

Annalisa sta vivendo un momento d’oro. Prima donna dopo tre anni a raggiungere la vetta della classifica italiana è protagonista dell’estate 2023 con i suoi tormentoni “Mon Amour” e “Disco Paradise” (con Fedez e gli Articolo 31). La cantante si è appena sposata ed è la protagonista della copertina di “Vanity Fair”: “Si può lottare per le donne e i diritti civili anche con leggerezza”.

“Non mi sono mai piaciute le etichette – racconta Annalisa – non mi sono mai frenata, ho sempre vissuto le relazioni in modo istintivo. L’istinto è la cosa fondamentale: ti porta dove sei tu, fine”. Anche nella musica Annalisa ha finalmente trovato la sua strada: “Oggi sono dove voglio essere” e condivide la scelta di abbracciare la leggerezza, che “alle donne però non è sempre concessa”.

“Non ho mai alzato la voce – sottolinea – ma è ovvio che viviamo in una società retrograda e per combattere la violenza di genere si deve andare alla radice, cambiare cose della nostra cultura, capire che non è normale l’apprezzamento per strada”.

Senza dimenticare l’impegno a combattere la disparità di genere e a lottare per i diritti della comunità Lgbtq+: “Cantando Mon amour mi sono avvicinata in maniera più esplicita, però mi ci sono sempre sentita vicina. È venuto tutto naturalmente, come piace a me, non ho mai voluto dire: ecco, questa è la canzone filo-Lgbtq+”.

In “Mon Amour” si parla fluidità: “Il messaggio è un concetto semplicissimo: la libertà. Se c’è una cosa che deve essere vissuta liberamente è proprio la sfera delle relazioni, dell’amore e della sessualità”. Ha mai baciato una lei? “Ovviamente sì. Penso che succeda a tutti durante l’adolescenza, anche per gioco, è la voglia di sperimentare. E dopo la sperimentazione mi sono sempre piaciuti i maschi”.

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