Angelo Teodoli racconta la rivoluzione di Rai1

Direttore di Raiuno da otto intensi mesi. A ottobre, quando ha ereditato la guida del primo canale, Angelo Teodoli si è trovato in una situazione molto complicata causa l’uscita di scena dell’ex dg Campo Dall’Orto che ha provocato scombussolamenti a catena.

Adesso, con il cda in scadenza e lo sbarco della maggioranza penta-leghista ai vertici di viale Mazzini, non sa se manterrà la carica. Intanto il palinsesto della rete per la prossima stagione è pronto e sarà presentato alla stampa e agli inserzionisti mercoledì prossimo.

Direttore, partiamo dalle ultime novità importanti. La prima è il bis di Claudio Baglioni a Sanremo. Lui è stato per mesi titubante, come lo avete convinto?

«Con tanti mazzi di fiori… Ne abbiamo parlato molto e, alla fine, si è convinto che sia possibile un Festival diverso, un passo in avanti rispetto a quello precedente di grande successo. Vuole lavorare molto sui giovani cantanti, sugli esordienti: un’idea che persegue da sempre. Quanto ai suoi partner in conduzione, prima si sceglie il progetto, poi i nomi».

C’è chi sostiene che vi siete affrettati a comunicare il «sì» di Baglioni per mettervi in buona luce con i nuovi «padroni»…

«Figuriamoci, concludere un accordo per Sanremo è un percorso lunghissimo che è partito ben prima delle elezioni politiche. E, poi, è necessario cominciare a lavorarci subito perché per preparare il Festival ci vuole molto tempo».

Comunque, nella sua rete, ha una potente ambasciatrice: Elisa Isoardi, vice première dame, che da settembre prende l’eredità della Prova del cuoco. Un bel passo in avanti per lei, proprio nel momento in cui il fidanzato può decidere sulle sorti della Rai…

«Elisa continuerà a fare bene il suo lavoro come ha sempre fatto, anzi con maggiore responsabilità. È la naturale erede di Antonella Clerici, che ha deciso di lasciare il programma per motivi personali e dedicarsi solo alle prime serate e, per l’autunno, a Portobello, il nuovo show del sabato sera».

E Portobello è uno dei tasselli principali del nuovo palinsesto di Raiuno.

«Comincerà a fine ottobre. Ovviamente non è un rifacimento, ma si ispirerà al grande show di Tortora mantenendo alcune icone storiche come le cabine e il pappagallo con alcune innovazioni che passano, per esempio, attraverso i social».

Ma in apertura di stagione al sabato ci sarà lo sbarco di Alberto Angela sul primo canale.

«Cinque serate, dal 22 settembre: la prima è Una notte a Pompei, poi quattro puntate di Ulisse, dalla Cappella Sistina al Colosseo e Cleopatra. Dunque, al sabato sera si assisterà a un inedito confronto tra divulgazione scientifica e show ultra pop (Italia’s Got Talent di Canale 5)».

E Fiorello quando arriverà?

«Stiamo lavorando al suo progetto, per risolvere questioni soprattutto burocratiche. Per noi sarebbe ovviamente un grande piacere averlo in autunno».

Però rischiate molto riportando in video Flavio Insinna alla guida de L’eredità, un conduttore dal carattere difficile, e che potrebbe essere nuovamente messo alla berlina da Striscia la notizia

«Flavio è un ottimo professionista, un grande intrattenitore, ha dato molto alla Rai. In tutti i programmi a volte accadono momenti difficili dietro le quinte. Penso che Striscia abbia francamente esagerato».

Invece pare che Marco Liorni, che lascia la Vita in diretta, sia rimasto male perché non gli è stata affidata la conduzione di un quiz serale.

«Lui ha chiesto di avere uno spazio come unico conduttore: ne avrà uno in autunno al sabato pomeriggio di informazione leggera, come è nelle sue corde e come desiderava, tratto da una sua idea».

Il pomeriggio cambia tutto.

«Dopo il Tg1, alle 14, ci sarà il nuovo programma di intrattenimento – persone comuni e vip coinvolti in racconti e giochi – di Caterina Balivo, a seguire la soap Il paradiso delle Signore, e poi La Vita in diretta con Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, che avrà una durata molto inferiore, di due ore, rispetto alle tre attuali».

E scompare il quiz di Alessandro Greco, nonostante non fosse un flop di ascolti.

«Aveva un pubblico giovane e maschile, diverso da quello più femminile del pomeriggio, che poi cambiava canale finito il programma».

Mentre alla domenica torna la «cara vecchia» Mara Venier.

«Una figura calda, più vicina al pubblico del primo canale».

Per chiudere con la brutta stagione di Domenica In...

«Era un progetto non in linea con il pomeriggio festivo, sia nella costruzione, sia nei temi trattati. Abbiamo cercato di rimediare, ma era difficile ottenere radicali cambiamenti in corsa, pur essendo cresciuti gli ascolti».

Uno dei punti più critici della stagione appena conclusa. Insieme al criticato sbarco di Fazio su Raiuno, che ha causato infinite polemiche e non ha dato i risultati d’ascolto sperati.

«Non direi. Lo show di Fazio ha portato sul primo canale argomenti politici, sociali e culturali che hanno cambiato e migliorato la rete. E gli ascolti del prime time, con la media del 16,6 per cento di share, sono risultati più alti di un punto e mezzo rispetto alle domeniche della equivalente stagione precedente».

Ma quando c’è stato bisogno di parlare di politica, come nella serata del 27 maggio quanto saltò il governo Conte, si è creato un gran pasticcio.

«Fazio si è sempre occupato di politica, e quella sera Di Maio non a caso ha chiamato lui».

Tra pochi giorni forse dovrà cedere il suo palinsesto a qualcun altro…

«Sono un manager. Lavoro in Rai, con diversi incarichi, dal 1984. Mi è capitato altre volte. Ovviamente mi farebbe piacere continuare il mio lavoro».

Nel caso, cosa lascerebbe?

«Una rete in ottima salute, di cui sono riuscito a cambiare identità, realizzando programmi da servizio pubblico e nel contempo di successo come, tra gli altri, lo show di Bolle, la Corrida, Ora o mai più e le fiction tratte da Camilleri e quella su De André. Una rete che nell’ultimo semestre, dal primo gennaio al 2 giugno, è arrivata al 20,4 per cento, la media più alta degli ultimi otto anni, in un panorama televisivo in cui i nuovi canali – esclusi Rai, Mediaset e La7 – sono aumentati dal 27 al 41 per cento. E che ha riconquistato un pubblico più giovane, colto e del Nord oltre a quello tradizionale».

Però ora Mediaset sta volando con i Mondiali, anche senza l’Italia…

«Comunque Raiuno è ancora leader. E da settembre avremo la nazionale italiana, la Champions il mercoledì e la Coppa Italia. In chiaro, solo sulla Rai».

Come vede lo sbarco giallo-verde in viale Mazzini?

«Abbiamo visto tanti cambiamenti, da Forza Italia a Renzi: la Rai ha sempre reagito bene restando l’azienda pubblica di maggior ascolto in Europa e, nel contempo, mantenendo la sua rotta e il suo ruolo di servizio pubblico».

Laura Rio, Ilgiornale.it

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