MIRIAM LEONE, L’INARRESTABILE ASCESA DI UN’INSOLITA MISS

NON sembra intenzionata a fermarsi la siciliana dai capelli rossi. Miriam Leone, insolita bellezza catanese, ha ormai relegato al capitolo ‘curiosità’ l’inizio della sua avventura nel mondo dello spettacolo come Miss Italia nel 2008. Il titolo, ottenuto in maniera quasi rocambolesca dopo l’eliminazione e il ripescaggio, e la fascia di Miss Cinema, che fu anche di Sophia Loren, hanno dato il via a una carriera che, otto anni dopo, sembra lanciatissima.
La vedremo stasera nella serie tv I Medici, diretta da Frank Spoitniz, il padre degli X Files, in un cast che oltre al mostro sacro Dustin Hoffman, nei panni di Giovanni de’ Medici, vanta la presenza di Richard Madden, uno degli attori più amati del fenomeno Game of Thrones, dove era Robb Stark. Miriam sarà Bianca, la popolana che fa innamorare Cosimo de’ Medici. Un amore impossibile, tra due creature provenienti da mondi molto distanti. Miriam Leone, alla presentazione della serie a Firenze, ha così descritto il suo ruolo: “Lei è una lavandaia, ma posa come modella nello studio dei più grandi artisti del Rinascimento. E’ una donna che si è emancipata, ma è consapevole dei propri limiti: quando nasce la storia d’amore con Cosimo de’ Medici si rende conto che non potrà mai essere la compagna di un uomo potente e ricco”.
Ma il kolossal tv I Medici non è l’unico impegno di Miriam, che è anche la protagonista del film di Pif In guerra per amore, nelle sale dal prossimo 27 ottobre. Il ruolo di Miriam è quello di Flora, la figlia del proprietario del locale in cui lavora Arturo (Pif), un lavapiatti che vive a New York. I due si innamorano, ma la ragazza è promessa sposa del figlio di un importante boss di New York. Anche di questo ruolo Miriam ha sottolineato il valore simbolico: “Con il personaggio di Flora ho voluto rendere omaggio alla forza delle donne che hanno fatto la rivoluzione tra le mura domestiche e ci hanno permesso di essere qui, oggi, con la libertà di sposare chi vogliamo. Flora fa la sua antimafia come può, come poteva una ragazza emigrata negli anni Quaranta e per me raccontarla è stato un grande onore.”
Con questa nuova doppietta, dopo l’exploit del 2015, Miriam sembra aver definitivamente sconfitto i pregiudizi – ammesso che ce ne fossero – sulla sua vocazione d’attrice. Dopo il titolo nazionalpopolare ha conosciuto la televisione conducendo Unomattina Estate e Mattina in famiglia. Poi le prime, piccole, parti da attrice: Distretto di polizia e Il tredicesimo apostolo, Un passo dal cielo, nei panni di Astrid. Nel 2015, poi, la svolta. Miriam è tra i protagonisti di tre serie importanti: la produzione Sky 1992, sull’inchiesta milanese di Mani Pulite, la vede nei panni di Veronica Castello, conturbante protagonista della serie. Le scene hot delle quali è protagonista fanno discutere e contemporaneamente diventano estremamente popolari. Nel frattempo, in contemporanea sulle mamma Rai, Miriam veste i panni de La dama velata, fiction melodrammatica dove è Clara Grandi Fossà, una contessa perseguitata. Nello stesso anno la ritroviamo anche in Non uccidere, serie crime diretta dallo stesso regista di 1992, Giuseppe Gagliardi, in onda su Raitre. Qui Miriam è Valeria Ferro, Ispettore della Squadra Omicidi della Mobile della città piemontese. Una donna agli antipodi rispetto alla Veronica di 1992, totalmente incurante del suo aspetto, quasi scostante, che non vuole piacere a nessuno.
C’è chi dice che il destino sia scritto nel nome. Quello di Miriam, forse, era scritto in quello di suo fratello, omonimo del più grande dei registi: Sergio.

Anna Lupini, La Repubblica

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