Per i Thirty Seconds To Mars la fine del mondo è un giorno bellissimo

Thirty Seconds To Mars tornano con l’album “It’s the End of the World But It’s A Beautiful Day“.

Per la band di Jared Leto si tratta del sesto lavoro in studio, che arriva a ben cinque anni di distanza dal precedente “America”. L’album in versione fisica è uscito in 10 versioni con diverse copertine che raffigurano una fotografia del cielo scattata da Jared Leto, che ha immortalato l’orizzonte ogni giorno durante il corso del 2022. Le foto rappresentano un momento di calma e di riflessione, un invito a fermarsi e a guardare il cielo silenziosamente, allontanandosi dalla realtà e dal mondo frenetico e caotico. L’idea alla base delle diverse copertine è stata quella di realizzare un’opera d’arte. Come Andy Warhol era solito creare serie diverse della stessa opera, così la band ha voluto realizzare diverse copertine dell’album come fossero quadri da esporre.

Quello dei Thirty Seconds To Mars è un album pieno di ottimismo. Un lavoro brillante che riflette un senso di positività, in contrasto con le circostanze difficili e dolorose del mondo che ci circonda. La band ha scritto l’album nel pieno della pandemia, vivendo il processo creativo come un momento di evasione e leggerezza. “Sicuramente non ho la capacità di fare le cose semplici”, dichiara il frontman Jared Leto riguardo la realizzazione del sesto album in studio della band che ha fondato con suo fratello Shannon e che è da sempre il frutto dalla loro collaborazione creativa. “Mi piace sempre rendere interessante la mia vita e quella degli altri. Voglio sfruttare ogni opportunità e renderla gratificante, creativa e speciale il più possibile”. 

“It’s the End of the World But It’s A Beautiful Day” delinea un nuovo percorso sonoro per la band. Le undici canzoni dell’album esplorano un nuovo capitolo dei sentimenti dei fratelli Leto: “Shannon e io volevamo fare un album che parlasse di chi siamo ora – spiega Jared -. Il file rouge del progetto è caratterizzato da valori come ottimismo, celebrazione, vulnerabilità e anche semplicità. Non volevamo tornare con qualcosa di già sentito e penso che ci siamo riusciti”.

L’intervento dell’AI per la copertina

Ma il concetto di opera d’arte non si ferma alla copertina. Ogni diversa cover dell’album è inoltre accompagnata da una propria grafica interna, ovvero un dipinto rinascimentale realizzato utilizzando le nuove tecnologie dell’intelligenza artificiale, che ha interpretato visivamente il significato del titolo del disco. L’intelligenza artificiale ha infatti fornito la spiegazione della frase “It’s the End of the World But It’s A Beautiful Day” e la citazione è stata riportata fedelmente nel packaging interno del disco: “This phrase is metaphor that implies that life, despite difficult circumstances, is still worth living. It suggests that even in the darkest of times, we should take the time to appreciate and enjoy the beauty of the world”. Questa frase è una metafora che implica che la vita, nonostante le circostanze difficili, vale ancora la pena di essere vissuta. Suggerisce che anche nei momenti più bui dovremmo prenderci il tempo per apprezzare e godere della bellezza del mondo.

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