A MEMORIA IMPERITURA DI VENERDI’ 18 SETTEMBRE 2015

ida maritan(Tiziano Rapanà) Le previsioni di Ida Maritan e Galev (2015): è una televendita di previsione del lotto. Ossia è una presentazione di sistemi utili alla vincita e, nurse di conseguenza, find alla riuscita economica del giocatore. Tale genere è un evergreen insuperabile, cialis che riempie i numerosi palinsesti delle televisioni locali. Ida Maritan è, indubbiamente, la principessa di tale gamma. Il merito (o la colpa) di tale principato mediatico è di Maurizio Costanzo, che l’ha voluta ospite fissa nelle varie “Buona Domenica” dei primi anni duemila. A dire il vero, la popolarità della Ida con il tempo si è un po’ eclissata e tuttavia resta impavido il piccolo esercito di affezionati legato al pronostico (e all’aneddotica maternalistica) della prode vegliarda, che proprio con i fan realizza il punto forte della trasmissione. Vale a dire, la telefonata di saluto e d’incontro: «Pronto, buongiorno, mi dica», esordisce Ida in maniera sbrigativa.
«Signora Ida, buongiorno. Sono Luca…» La voce che si ode è molto flebile, abbastanza simile a quella di Mario Giordano.
«Ciao!»
«Le voglio dare un forte abbraccio e che Dio la sostenga sempre.»
«Sapete che ero… stamattina non sapevo se venivo?»
«Si, no, ma io ieri io l’ho telefonata e l’ho pensata tanto ieri sera. Le do un forte abbraccio e che Dio la benedica.» La trasmissione ha una scenografia scarna, che è la tipica messinscena di un programma specifico del genere: ossia vi è soltanto Ida Maritan – inquadrata a mezzobusto – accompagnata da uno sfondo bluastro. Il tutto è sovrastato da una schermata d’innumerevoli numeri – tra cui un 899 riservato per lo più a Galev, il quale non partecipa alla trasmissione – che rimandano a servizi di previsioni, prenotazioni con colloquio in diretta. Solitamente il programma non dura più di un’ora e la diretta è intervallata da vari momenti musicali popolari, che accompagnano alcune immagini di descrizione della promozione dell’acquisto di tre fascicoli di sistemi a cinquanta euro (più le spese di spedizione), che contengono anche l’omaggio di una famigerata busta pazza contenente un ambo e terno e quaterna. Tuttavia, oltre ai sistemi del lotto, la signora Maritan offre delle presunte (più ironiche, a onor del vero) lezioni di galateo presentate da un filmato vecchiotto – legato, molto probabilmente, ai tempi delle ospitate in Mediaset -, che mostra la presentatrice strafogare e bere con gli amici su le note di “Renato”, celeberrima canzone di Mina. Ed è proprio “Renato”, il motivo ispiratore di un improvvisato sonetto della Maritan intonato sul finire del video. «Da Valeggio sul Mincio arrivammo; Renato trovammo; un grande uomo incontrammo; auguriamoci che a San Bonifacio tutti siano come Renato.» Ovviamente Ida non è solo lotto e goliardia, ma è soprattutto amore per i propri affezionati che le inviano tante lettere e cartoline. «Senti questa lettera – rivolta alla spettatrice al telefono -. Cara Ida, spero vi piacc… mi ha mandato un pacchetto di melanzane… le ho fatte con il cuore e ho sognato che tu mi avevi chiesto i carciofi, poi mi hai detto “non mi piacciono”. Pensa te, nel sogno. Ida devi dire alle persone che ti attaccano per il vestito che i soldi ti fanno ricco, ma l’educazione e rispetto ti fanno signore…» Ovviamente non è l’unica lettera affettuosa che Ida riceve. «Invece questa signora qua mi scrive così: o mamma dolce cara, ascolta chi ti chiama; salva Maria che t’ama e tanto confida in te. Sono Antonella dalla puglia, mi firmo sempre Antonella, preferisco che mi chiami Antonella. Sappiate che vi voglio tanto bene, che siete veramente persone vere, bravi e professionisti (semmai brave e professionali, nda). Ho tanti vostri fascicoli e mi diverto a guardarli, faccio la ricerca dei numeri per giocare. Lei, signora ida, ci insegna che oltre al lotto ci sono i veri valori della vita. Io son d’accordo con quello che lei dice, vi auguro tanta salute. La sua Madonna la protegga. Perché a me basti vederla in televisione, che parli di numeri o che non parli di numeri, l’importante che dica ancora una volta “che vi voglio bene”.» Questa lettera spiega bene il segreto del successo del fenomeno Ida. Chi segue la trasmissione e chi chiama è poco interessato ai sistemi numerici, perché cerca, per lo più, un affetto seppur virtuale e un conforto sia pure superficiale. E soprattutto cerca una persona che decanti il mondo di una volta, dove “si era più poveri, ma si era ricchi d’animo e ci si sapeva accontentare con poco” e cose simili. Indubbiamente chi cerca Ida è una persona agèe magari sola e lontana da un mondo ostile fin troppo aggressivo, che va affrontato con forte difese culturali ed intellettuali. E se la società respinge, Ida accoglie: ella è simpatica, accomodante; per certi versi è la classica vecchia zia buona che ti regala tanti dolciumi assortiti. Indubbiamente la peculiarità della Maritan è un elemento vincente, che distrugge il mondo televisivo del lotto popolato dalla quasi totalità da audaci urlatori, i quali promettono sistemi miracolosi con scarso senso di umanità.

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