SKY, TV FREE SBOCCO PER GLI SPOT

Gli scenari dopo le sanzioni da 41 mila euro dell’Agcom sull’affollamento pubblicitario. Per la pay il tetto è al 12%, ma in chiaro si arriva al 18%

di Claudio Plazzotta, ItaliaOggi

skyCon il consolidamento di una forte presenza nei canali in chiaro, grazie a Tv8 (lcn 8), Cielo (26) e Sky Tg24 (50), il gruppo Sky Italia potrebbe ovviare un po’ più facilmente ai limiti di affollamento pubblicitario, creando una sorta di sistema a vasi comunicanti tra la pay e la free per trasferire da una piattaforma all’altra gli eventuali spot in eccesso.
In Italia, infatti, la normativa impone per le tv a pagamento un limite di affollamento del 12% orario, con tolleranza di un 2% ulteriore da scontare, però, nell’ora precedente o successiva. Per le tv in chiaro private, invece, il tetto è del 18% orario e del 15% giornaliero. Le due reti commerciali della concessionaria Sky Media, quella per i canali free e quella per i canali pay, sono separate, ma è chiaro che con una comunicazione ben strutturata si possono scaricare spot da una piattaforma all’altra in caso di necessità. In questo modo, quindi, non si incorrerà più nelle sanzioni che invece, ancora una volta, hanno colpito la pay tv di Sky per uno sforamento dei limiti di affollamento. In particolare, con la delibera appena pubblicata dalla Agcom, è stato accertato che lo scorso 6 dicembre 2015 il canale Sky Sport 1, tra le ore 21 e le 22, ha avuto un affollamento pari al 14,22%. Il 16 dicembre 2015, inoltre, Sky Uno, sempre tra le 21 e le 22, ha avuto un carico pubblicitario pari al 15,69% orario. In entrambi i casi l’authority presieduta da Angelo Marcello Cardani ha sanzionato il gruppo Sky con una multa di 20.658 euro, per 41.316 euro totali.
Quanto invece al panorama televisivo italiano nel suo complesso, l’Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom pubblicato il 14 luglio scorso certifica come la crescita del gruppo Sky, anche attraverso acquisizioni, sia costante, con una share che passa dal 4,6% del 2012 al 5% del giugno 2015 e al 5,7% del marzo 2016.
A condurre la classifica c’è sempre la Rai, con il 37,2% di share in marzo, in recupero rispetto al 35,2% del giugno 2015. Pure Mediaset, al secondo posto con il 32,8% in marzo, guadagna terreno rispetto al 32,2% del giugno 2015. A dimostrazione, insomma, che la grande tv generalista, nell’ultimo anno, sta diventando più forte e non è in crisi.
La7, invece, perde terreno, con un 3,4% di share in marzo rispetto al 3,8% del giugno 2015. E pure il gruppo Discovery cala al 6,3% rispetto al 6,8% del giugno 2015. Fox, infine, scivola all’1,2% dall’1,3% del giugno 2015. Era all’1,7% nel 2012.

 

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