Anche la Corte d’Appello assolve Raspelli: non ha diffamato lo chef Walter Valerio

Probabilmente ricorderete la vicenda legata alla querelle tra Edoardo Raspelli, il re di Melaverde e lo chef Walter Valerio. Ve l’avevamo riferita qualche mese fa, quando per la questione, Raspelli ha ricevuto un’assoluzione dal tribunale di primo grado, che sancisce questo: il critico non ha diffamato lo chef Walter Valerio. Lo chef ha deciso di impugnare la sentenza, ma l’ostinazione non ha portato buoni frutti: la Corte d’Appello ha confermato la sentenza. Ma torniamo indietro nel tempo, per capire i motivi che hanno portato la vicenda a finire nelle aule di tribunale. Siamo nel 2009, e precisamente, il 7 maggio.  Max Laudadio stava svolgendo,  per Striscia la notizia, un’inchiesta sul giornalismo gastronomico. Non scendiamo sui dettagli del servizio: soffermiamoci su un punto essenziale che segna il principio della questione. Ad un certo punto Laudadio intervista lo chef Valerio che ad una domanda risponde: “Raspelli ?… no, lui non è mai entrato nel mio ristorante… non ha mai assaggiato il cibo della mia cucina…” Non l’avesse mai fatto: arriva la querela di Raspelli. Il critico  – davanti alla settima sezione penale del Tribunale ordinario di Milano – presenta un suo articolo (peraltro positivo) da lui scritto e la ricevuta fiscale di 70 euro datata 14 dicembre 2006: le prove attestano che Raspelli ha conosciuto e gradito la cucina di Valerio. Tra l’altro Raspelli ricorda ai giudici che in quel lontano dicembre 2006, al ristorante Benedetto Girelli di Barghe (Brescia) fossero presenti sia gli storici gestori del locale, la moglie e la figlia, nonchè lo stesso Walter Valerio. Comunque lo chef ribatte l’accusa e riferisce che la sua dichiarazione è riferita ad un momento successivo. Valerio viene assolto, ma lo stesso poi risponde con una querela a Raspelli. Il motivo? Il 21 maggio 2009 Edoardo Raspelli in un’intervista al settimanale Di Tutto, aveva spiegato le motivazioni della querela allo chef… Insomma si è trattata di una sfida a suon di querele che è stata vinta dal beniamino del pubblico della tv, Raspelli. Comunque, per il critico, la doppia vittoria non rappresenta una novità. Visto che da quando, nel 1975 su ordine di Cesare Lanza, direttore del Corriere d’Informazione, con i suoi “faccini neri” creò, la vera critica gastronomica in italia che lo portò poi a fondare con Federico Umberto D’Amato la Guida ai Ristoranti dell’Espresso, Raspelli è sempre stato assolto da tutte le accuse: perché ha esercitato il sacrosanto diritto-dovere di cronaca e di critica.

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