«X Factor 13»: Mara contro Malika (per difendere il «Salmo» di Nicola Cavallaro)

Il quarto Live del talent show di Sky Uno vede l’eliminazione dei Seawards, ma anche le prime tensioni tra le due giudici donne di questa edizione, che si danno battaglia per un brano di Salmo assegnato a Nicola della squadra degli Over

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 4864477_1046_x_factor_mara_maionchi_malika_ayane.jpg

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
E così, a un passo dalla puntata che svelerà gli inediti dei cantanti rimasti in gara, i giudici di X Factor si arrotolano le maniche e difendono le proprie squadre costi quel che costi.
È il caso di Mara Maionchi che, per sostenere Nicola Cavallaro, dà vita a un piccolo diverbio con la collega Malika Ayane. Oggetto del contendere è l’assegnazione del brano: 90min di Salmo, una canzone che il giovane concorrente degli Over interpreta alla sua maniera ma che, per la leader degli Under Uomini, è troppo simile all’originale e, per questo, poco credibile.

 «Nessuno qui dice che non l’hai cantata bene, ma non eri Salmo e, quindi, eri più debole», specifica Malika prima che Mara, una che non le manda certo a dire, passi al contrattacco.

«L’ha fatta alla sua maniera. Allora anche Davide che ha fatto i Queen non era come i Queen, che cazzo vuol dire?», si chiede la Maionchi facendo riferimento a Davide Rossi, unico superstite della squadra della Ayane, che poco prima ha proposto la sua versione di Don’t Stop Me Now dei Queen: una canzone per niente facile e che poteva coglierlo in fallo. A quel punto, però, il pubblico dell’X Factor Dome si divide: c’è chi applaude e chi fischia, chi sostiene Mara e chi esprime solidarietà a Malika che, poco dopo, incontra difficoltà nell’articolare il suo pensiero proprio per via del chiasso assordante: «Ciao a tutti, vi voglio bene, ma lasciatemi parlare», dice la cantante rivolgendosi direttamente al pubblico prima di riprendere il discorso. «Per me Salmo era, forse, prematuro. Dopo che abbiamo ripetuto che il rap o te lo scrivi o non lo canti, non lo canti». Una posizione che spacca non solo gli spettatori, ma anche gli altri membri della giuria.

«Se porti un pezzo cantato in inglese viene percepito in un certo modo, ma se canti una hit italiana che conoscono tutti è più facile fare un confronto e l’esibizione di Nicola era molto simile a quella di Salmo.
La stessa voce, la stessa intonazione». Dopo aver messo in chiaro che Nicola non voglia in alcun modo diventare un rapper – «Ha fatto una cover rispettando il pezzo di Salmo. È una cover? E allora è normale che ricordi l’originale» -, la parola la prende il diretto interessato: «Non volevo superare Salmo, non l’ho mai voluto», sottolinea il giovane che viene premiato dal pubblico a casa passando alla prova decisiva: quella degli inediti (il suo, per dire, sarà firmato da Tom Walker).
A fermarsi a un passo da quest’obiettivo sono, però, i Seawards, il primo gruppo della squadra di Samuel ad abbandonare la gara. 
Secondo i giudici il loro percorso all’interno del programma, anche per l’entrata in corsa di Loris nei Bootcamp, non è stato coerente, ma particolarmente sbilanciato. L’amarezza per essersi fermati a un passo dal loro sogno resta, ma resiste anche il desiderio di farsi conoscere portando avanti un proprio percorso fuori dal programma.
Obiettivo che, siamo sicuri, non faticheranno a raggiungere.

Vanityfair.it

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,