“Non guardate The Crown”. Re Carlo e l’ex premier Major furibondi con la serie tv

In un episodio l’ex principe del Galles spinge il premier a far abdicare la regina. “Un barile pieno di false cattiverie”. Amici vicino al re: “Narrazioni che provocano dolore”

Acinque settimane dalla morte della regina Elisabetta, The Crown si conferma la serie più amata dal pubblico inglese ma anche quella meno apprezzata dalla casa reale britannica.

L’episodio in cui re Carlo, ancora principe del Galles, cerca di convincere John Major, allora primo ministro, a far abdicare la madre pare abbia infatti mandato su tutte le furie i diretti interessati. 

Il monarca, secondo fonti a lui vicine riportate sarebbe rimasto profondamente ferito per essere stato dipinto come un “falso intrallazzatore”. Anche Sir John, in una intervista rilasciata al DailyMail, ha affermato che l’incontro tra lui e Carlo non è mai avvenuto e ha definito la scena “un barile di maligne assurdità”. 

I dialoghi sono stati completamente inventati e chi guarda la serie dovrebbe capire, insomma, che sono stati inventati di sana pianta per creare tensione drammatica e scopi commerciali. “Dovrebbe essere boicottato”, avrebbe detto re Carlo ai suoi amici più stretti e vedere riportati i fatti così distorti “provoca dolore”.

Distosione dei fatti 

Il primo episodio della prossima quinta serie è ambientato nel 1991, in un momento di speculazioni sul futuro della monarchia e sul ruolo costituzionale di Carlo. Gli sceneggiatori suggeriscono che Carlo fosse convinto che sua madre, allora 65 anni, stesse ripetendo gli errori della regina Vittoria rifiutandosi di farsi da parte per un erede più giovane. 

Ma i critici sottolineano che Carlo era in realtà profondamente consapevole che l’abdicazione non solo era impensabile ma avrebbe anche svalutato l’istituzione della monarchia in sé.

Insomma, The Crown, televisivamente parlando funziona perché colpisce nel segno e fa parlare. 

Già lo scorso anno politici ed esperti reali avevano sostenuto una campagna per chiedere a Netflix di mettere un disclaimer su The Crown, in modo che fosse chiaro che si trattava di un prodotto completamente di finzione. Ma Netflix  si è sempre rifiutato di aggiungere il messaggio all’inizio degli episodi. 

Il giornalista Jonathan Dimbleby, un amico del Re, ha detto dell’ultima sceneggiatura: ‘The Crown è pieno di assurdità, ma questa è una sciocchezza che non sta affatto in piedi”. Gli fa eco il biografo reale Sally Bedell Smith che ha aggiunto: “Gli eventi qui raffigurati sono scandalosi e totalmente immaginari. Questo programma sta facendo danni significativi alla percezione della storia delle persone e alla loro percezione della Famiglia Reale. È stato pieno di bugie maligne fin dall’inizio, ma questo livello di abuso è ormai oltre il limite”. 

Nell’episodio controverso, che dovrebbe andare in onda il 9 novembre, Carlo è sostenuto da un sondaggio sui giornali che mostra il sostegno per l’abdicazione tra il 47% dei sudditi della regina. Quella storia è basata su un vero sondaggio del 1990, ma con una differenza cruciale: in quello realmente accaduto, il 47 per cento aveva detto che la regina avrebbe dovuto consegnare il trono ‘ad un certo punto’ in futuro. 

Il Principe, interpretato da Dominic West, viene ritratto convinto che la regina sia troppo vecchia e troppo fuori dal mondo. Tale è la sua determinazione che convoca l’allora premier John Major chiedendogli di mantenere segrete le loro discussioni. Nel loro scambio, Carlo suggerisce che la monarchia dovrebbe seguire la guida del Partito Conservatore che un anno prima aveva spodestato la signora Thatcher. 

Nell’episodio il principe di Galles dice: “Che cosa rende il partito conservatore la forza elettorale di successo che è? Il suo istinto di rinnovamento e la sua volontà di lasciare il posto a qualcuno più giovane”, disegnando così un parallelo tra lui e il suo bis-bis-bisnonno, Edoardo VII, figlio della regina Vittoria, che fu principe di Galles per quasi 60 anni.

E aggiunge: “Si dice che la regina Vittoria non avesse fiducia in lui, che lo riteneva pericoloso, libero di pensare. Desiderava ricevere responsabilità, ma sua madre gliele rifiutò. Ma quando arrivò il suo momento, dimostrò che i suoi dubbiosi sbagliavano e che il suo dinamismo, il suo intelletto, il suo appeal popolare resero il suo regno un trionfo”. E quando Major chiede a cosa stia mirando, Charles risponde: “Sto dicendo che peccato era, che spreco la sua voce, la sua presenza, la sua visione, non sia stato incorporato prima. Sarebbe stato così meglio per tutti”.

Nell’episodio, intitolato Queen Victoria Syndrome, Charles dice al signor Major che se si unisce alla Regina ad un prossimo ballo a Balmoral sarà in grado di giudicare da solo “se questa istituzione che ci interessa così profondamente è in mani sicure”. 

Sir Malcom Rifkind, Ministro degli Esteri sotto il signor Major, ha detto che l’illazione secondo cui il Principe stava spingendo il Primo Ministro a incoraggiare la Regina a lasciare il posto per lui era ‘patetica e assurda”. E ha aggiunto: “Al momento, la Regina era nei suoi 60 anni – più giovane del Re è oggi. È pura fantasia, che è quello che ci aspettiamo da questo particolare programma. L’episodio è una totale scemenza”.

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