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Il principe e la contessa, due attori in spiaggia senza palcoscenico

Dario e Maury da vent’anni animano
il litorale di Ostia con le loro performance
La loro storia è raccontata nel film
“Il Principe di Ostia Bronx” di Raffaele Passerini
e presentato al Biografilm Festival di Bologna

“A’ Principe, ma come te vengono certe cose?”. È il minimo, farsi una domanda del genere è il minimo quando, sulla spiaggia, vedi passare uno con un casco da motociclista in testa, vestaglia di seta blu messa a mo’ di mantello, radio sotto il braccio e una pistola giocattolo appesa al collo. Sono vent’anni che, tutte le estati, Dario Magnani, il Principe appunto, anima il litorale di Ostia (la spiaggia di Capocotta per la precisione) con i suoi monologhi, le sue performance da attore senza palco, o meglio, da attore che, un po’ per forza, un po’ per scelta, si è trovato il suo palco, lontano da tutto quello che è cinema per definizione. Eppure certe sue esibizioni, certi travestimenti sorprendono ancora gli habitué di quei lidi. Dario non è solo, il Principe ha infatti la sua Contessa, Maury, nome e personaggio che Maurilio Fonte si è scelto quando pure lui è stato rifiutato dalle scuole di teatro. Maury accompagna Dario nelle sue storie e nella vita e ora le loro vite sono diventate protagoniste di un documentario Il Principe di Ostia Bronx, diretto da Raffaele Passerini e presentato al Biografilm Festival di Bologna (9-19 giugno).
Dario e Maury non potrebbero essere più diversi: attrice drammatica lei, con il pallino di Anna Magnani, si porta la mano alla fronte e con un filo di voce si lamenta ogni due per tre: “oddio, mi sento male”. Improvvisa facendo predominare la fantasia lui, che in fondo sa: “non stiamo mica a fare il cinema qua, stiamo a gioca’”. Forse è proprio questo il segreto della loro unione che dura da quasi 21 anni, che “è un matrimonio praticamente” come dice Dario. “Siamo complementari” racconta Maury, sempre con una certa fatica, un po’ perché tra i due lei è quella che ha bisogno di più tempo per aprirsi, un po’ perché “no io non ce la faccio, c’ho un diabete che m’ammazza”. L’altro segreto che ha permesso al loro rapporto di durare nel tempo è in realtà una scelta, quella di prendersi ognuno i proprio spazi: Dario apre a Maury le porte del suo piccolo appartamento, che gli ha lasciato sua mamma, “fino a una certa, la sera poi la caccio brutalmente di casa”. In quelle stanze Dario ha accumulato una quantità di oggetti eccessiva, al punto che bisogna fare attenzione a muoversi, persino respirare sembra difficile a casa sua. Però sono cose perfettamente suddivise tra le varie stanze: “c’è la stanza dove dormo io che è la stanza della musica” piena quindi di vinili, cassette, e naturalmente le radio che il  Principe di Ostia Bronx porta con sé, in strada. Poi c’è “la stanza con tutti i vestiti di mia mamma e la sala che è diventata la stanza del cinema, con il proiettore, le pellicole e le videocassette”. Le pareti raccontano delle passioni di Dario, il cinema, appunto, con i manifesti di alcuni classici, La valle dell’Eden o Via Col Vento e i suoi quadri, perché alla pittura si è sempre dedicato.
“Ho fatto un anno di università alla Sapienza, indirizzo Spettacolo. Al primo esame – che poi è stato anche l’ultimo – mi hanno trovato con le mani al collo dell’assistente del professore e allora ho capito che l’università non faceva per me”. Anche la storia di Maury è una storia interrotta: “A 17 anni lessi la vita di Ingrid Bergman, mi convinse a tentare di entrare all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico. Mi rifiutarono, provai una seconda volta e andò male di nuovo. Allora ho iniziato a studiare da autodidatta”. L’arte, la poesia, l’inglese: Maury ripete in continuazione che sa parlare l’inglese “a differenza di questo qua che non capisce niente, che è un attore anarchico”. Lei invece studia e studia “ma in Italia si sa come va a finire e allora io che gli posso fa a questi?”.
I fallimenti li hanno fatti incontrare e li hanno portati a cercare la loro rivincita sulle spiagge di poesia. Lì Dario e Maury hanno conquistato la simpatia e l’ammirazione dei bagnanti, al punto che c’è chi, senza problemi, paragona le esibizioni della Contessa a quelle di Franca Valeri.
Anche il regista, Raffaele Passerini, li ha conosciuti così: “In un primo momento mi ha colpito il loro coraggio, poi ho visto onestà intellettuale e tanta perseveranza. Ho capito che quello che il Principe e la Contessa fanno è davvero teatro e ho iniziato il mio lavoro con l’obiettivo di superare qualsiasi tipo di pregiudizio”. E se Dario giura di non voler diventare famoso ma che, al contrario, spera di mantenere intatta questa sua innocenza, “di non sporcarla con manie di grandezza”, Maury sente già lo scrosciare degli applausi del pubblico in sala. Su una cosa sono però assolutamente d’accordo entrambi: che si può ripartire anche dopo la più forte delle delusioni, sempre. Il consiglio del Principe per riuscirci? “Ascoltate la musica, ma in compagnia, non dalle cuffiette”. Proprio come fa lui, quando dal suo stereo viene una delle sue canzoni preferite, quella nella quale si riconosce di più: “compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate. Compagno di scuola, compagno per niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu”.

Giulia Echites, la Repubblica

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