SGARBI E LA DEFECATIO, OSSIA QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA PATAFISICA

(Tiziano Rapanà) Il momento stomachevole sgarbiano mostrato l’altro giorno da Le Iene è pura storia della tv.  Ed è un pezzo di storia paradossalmente commendevole, perché rivela una realtà quotidiana che viviamo tutti. E dunque mostra, senza filtri, l’atto della defecatio nella sua più assoluta innocenza. Un atto, lo ribadisco, che è certamente nauseabondo. Tuttavia tutta la vera grande arte palesa una potente sgradevolezza: pensate alla truce violenza mostrata nel meraviglioso La montagna sacra di Jodorowsky o alla ferocia sfacciatamente esibita in Pietà di Kim Ki-Duk, vincitore del Leone d’oro al sessantanovesimo festival del cinema di Venezia. Capisco comunque le ferocissime critiche all’atto compiuto da Sgarbi, ma non le condivido: perché difendo la libertà totale artistica espressa in questo rivoluzionario, quanto terrificante, gesto reale che ha superato la patafisica di Fulvio Abbate, che in  una vecchia puntata di Teledurruti, aveva espresso l’idea stravagante di un format televisivo intitolato Vengo a cagare a casa tua.

P.S. Per contatti e quant’altro, tizianodecoder@gmail.com

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