Torna “Lilli e il Vagabondo”, ma senza i gatti siamesi. Ecco perché

Il remake del celebre cartoon del 1955, diretto da Charlie Bean, sarà distribuito solo sulla piattaforma Disney Plus dal 12 novembre 2019. Due protagonisti della pellicola originale però non ci saranno

Lilli e il Vagabondo tornerà in versione live action ma nel remake non compariranno i due perfidi gatti siamesi che danno filo da torcere a Lilli. Il motivo? Discriminazione razziale nei confronti degli asiatici. Se nel 1955 Si e Am strappavano qualche risata, nel 2019 sono una rappresentazione politicamente scorretta che indigna. E così, via i gatti che rovesciano la boccia col pesce rosso e strappano la tenda e via la celebre canzone “Siam Siamesi”. Ma vediamo meglio perché. Secondo il magazine Variety, Disney ha chiesto alla cantautrice statunitense Janelle Monáe di realizzare due nuove canzoni da inserire nella colonna sonora del remake. Perché se i due gatti scompaiono, arrivano altri due animali non ancora resi noti. Quello di Si e Am, infatti, è un ruolo importante all’interno della trama, e pertanto non può essere cancellato del tutto. Ma perché tagliarli fuori? I due gatti, si legge sul sito Cinema Fanpage, “rappresentano una versione stereotipata della cultura asiatica. Ambigui e infidi, provenienti per loro stessa ammissione dal Siam (l’odierna Thailandia, probabile terra d’origine di questa affascinante razza), i due mici sono personaggi decisamente scomodi e offensivi per la mentalità di oggi, specie considerando l’importanza del mercato asiatico per i film hollywoodiani contemporanei”. Il film, diretto da Charlie Bean, sarà distribuito solo sulla piattaforma Disney Plus (rilasciata dal 12 novembre 2019).Si e Am, non sono gli unici personaggi a soccombere alla censura: nel rifacimento di Dumbo (1941) non comparirà Jim Crow, il corvo chiamato con il nome delle leggi che imponevano la segregazione razziale nel Sud degli Stati Uniti. Ritocchi anche al film ‘I racconti dello zio Tom’ (1946), nelle scene in cui si rappresentano come idilliache le condizioni di vita degli schiavi nelle piantagioni del Sud, immagini oggi considerate offensive per la comunità afroamericana. Intanto sul tavolo degli sceneggiatori Disney il lavoro si accumula: dopo “Aladdin” (in Italia dal 22 maggio) e “Lilli e il Vagabondo” sarà il turno del remake de “Il Re Leone”, al cinema il 21 agosto. E ancora, sono previsti rifacimenti de “Il gobbo di Notre Dame”, “Mulan”, “Pinocchio”, “Peter Pan”, “La spada nella roccia”, “Lilo e Stitch”, “La sirenetta”, “Bancaneve e i sette nani”. In cartellone a ottobre anche “Maleficent 2”, mentre sono previsti spin off dedicati al Principe Azzurro, Crudelia DeMon e Trilli.

Sonia Montrella, Agi

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