Riecco i Thegiornalisti al Circo Massimo con Maradona e Pelè

Il nuovo brano cita anche De Niro e Sandokan Paradiso: «Sono le quattro icone della mia vita»

Tommaso Paradiso è l’exit poll della nostra musica leggera. È la Doxa del pop. Con i suoi Thegiornalisti ha sbancato le ultime campagne elettorali del tormentone, piazzando brani come Pamplona o Felicità puttana che sono stati implacabili colonne sonore del 2017 e del 2018, senza considerare quelli scritti con altri (ad esempio Luca lo stesso per Luca Carboni o Da sola/ In the night poi cantato con Elisa). Stavolta, con tempismo chirurgico, ha confezionato un brano che già dal titolo non fa prigionieri: Maradona y Pelè che uscirà venerdì. In pratica si è già messo sulla corsia di sorpasso del tormentone anno 2019 perché gli ingredienti ci sono tutti. Non a caso, «nel testo ci sono quattro figure allegoriche», ha detto ieri parlando nella sala del suo quartier generale al Viu Hotel di Milano con gli altri due della band ai lati (Marco Antonio «Rissa» Musella e Marco Primavera) prima di tornare sul palco del Forum. Oltre a Maradona e Pelè, le altre due icone nel testo sono Robert De Niro, «ossia il mio attore preferito, avrò visto il film C’era una volta in America centinaia di volte», e Sandokan ossia «la tigre di Mompracem immaginata da Salgari che per me rappresenta un simbolo che mi riporta alla mia infanzia grazie allo sceneggiato tv, oltre che al gruppo che ne fece la colonna sonora, cioè i grandissimi Oliver Onions». Dopo un inizio quasi sussurrato, Maradona y Pelè fugge in dribbing sull’ala dance anche se, sul passaggio legato ai versi «i campioni fanno fuoco a Ibiza con la testa al ritiro» si evoca quasi una celebre melodia di Lucio Battisti. Insomma, anche stavolta questo ragazzone barbuto, che è cordialissimo e ha le idee chiarissime, è in sintonia con il pubblico perché questo è un brano fatto apposta per colorare l’estate e appiccicarsi a tutte le serate che poi ci si ricorda in inverno. Per lui, che ha appunto idee ben precise, «questa canzone farà l’effetto di Riccione, all’inizio si dirà che cos’è ‘sta cagata e poi tutti la balleranno e io farò più Siae» dice sorridendo. Come sempre accade, se si mescola la vocazione alla melodia con una scrittura meno banale di quel che sembra, lo spirito pop è centrato in pieno ed è probabile che questo brano finisca poi il 9 settembre sul podio dei Power Hits di Rtl 102.5 all’Arena di Verona. Tra l’altro due giorni prima, i Thegiornalisti si esibiranno al Circo Massimo di Roma (prima band italiana) in quello che, secondo Tommaso Paradiso, è «la fine di tutto». Per carità, è solo la fine del tour promozionale dell’album Love, mica di altro. D’altronde, lui non ha nemmeno «razionalizzato questi tre anni di grande successo, vivo ogni giorno come senza sosta, come se non andassi mai a dormire, il che peraltro è quasi vero. Per ricordarmi, mi aiutano le stories di Instagram perché io sono ancora al galoppo e il cavallo non si è fermato». La cavalcata ha portato i Thegiornalisti fuori dal circuito indie e, dopo il grande lavoro della Carosello, li ha consegnati a una etichetta major, la Universal. Molto meno retorico di tanti altri suoi colleghi, Tommaso Paradiso conferma in poche parole un concetto quasi ovvio: «Una major non cambia le nostre canzoni. La differenza la fa la vocazione alla scrittura. C’è chi ha una scrittura più stretta e chi più larga». Traduzione: c’è chi vuole e sa scrivere per tutti e chi invece vuole o sa scrivere solo per pochi. Lui dice: «Mi piacciono i grandi come Michelangelo e non mi ricordo come fosse l’indie del ‘500, anche se sicuramente anche allora ci saranno state polemiche su questo argomento». Per capirci, gli piace volare alto. E difatti, per spiegare che la Lega non è proprio in cima alle sue preferenze cita Aristotele che invitava «a non aizzare la parte più brutta di noi» e, per chiarire che anche i grillini non gli sono molto simpatici, dice che «mi sembra strano dare addosso a medici, filosofi e a chi con merito ha dimostrato la propria competenza». In fondo, «più che una convinzione politica, ho un credo antropologico».In sostanza, Tommaso Paradiso è un bravo ragazzo di successo che in dote si porta dietro un «buon senso piacione» che lo porterà ancora più lontano. Intanto sta già pensando a un film (come aveva anticipato al Giornale) del quale parla con i suoi amici romani come Verdone e Vanzina. «Sarà una commedia romantica un po’ alla Borotalco e sto scrivendo canzoni anche per la colonna sonora. Anzi, il titolo di una canzone sarà anche il titolo del film. Però non faremo tour con questi brani che saranno soltanto il presupposto per un altro disco». Che giocherà di nuovo nel ruolo di regista del pop prossimo venturo.

Paolo Giordano, ilgiornale.it

 

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