Volete scoprire i retroscena dell’intervista di Barbara D’Urso a Silvio Berlusconi, vista ieri a “Domenica live”? Allora leggete

Silvio Berlusconi

Berlusconi arriva pochi minuti prima della diretta. Va nel suo storico camerino negli studi di Cologno Monzese e durante i neri della pubblicità saluta tutti gli addetti allo studio, cameraman compresi, alcuni dei quali lavoravano anni fa ancora ai «suoi» tempi. Aria familiare, un abbraccio per tutti.

È un classico del resto anche l’intervista con Barbara D’Urso, che ieri si è calata nel suo personaggio, quello dell’intervistatrice «soft», sentendosi più a suo agio che in altre occasioni. Ha dato continuamente del «tu» all’ex premier. Di sicuro Berlusconi e la tv sono due facce della stessa medaglia: lo studio televisivo è come una seconda casa per l’ex premier ed è difficile trovarlo in difficoltà, coglierlo in fallo, metterlo in imbarazzo. Non era forse il caso di ieri, un’intervista a Canale 5, ma l’intera carriera politica del leader di Forza Italia è costellata di esempi di estrema confidenza con il mezzo. Forse anche per questo Berlusconi non twitta, usa poco i social, è nato con la televisione e in qualche modo sta lì a suo agio.

Come quando a sorpresa, e secondo gli analisti guadagnando alcuni punti di consenso elettorale, spolverò in diretta la sedia su cui era stato seduto Marco Travaglio. Episodi come la lavagna nello studio di Vespa, insieme al contratto da firmare nello studio del noto conduttore della Rai, sono tappe miliari della carriera dell’ex premier. In tanti si chiedono se anche stavolta riuscirà a piegare il mezzo di comunicazione al suo istinto, trasformandolo in volano di consenso, magari con un colpo a sorpresa, come quando nel 2008 annunciò a pochi giorni dalla chiusura l’abolizione dell’Ici. Sarà un tantino più difficile, visto che quasi tutti hanno più o meno promesso di abolire tutto.

Marco Galluzzo, Corriere della Sera

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