Gerry Scotti: “La prima serata non mi interessa, meglio il quiz preserale”

«Ognuno sa fare una cosa meglio di altre, io ho trovato la pace dei sensi nel preserale. Non sono uno di quelli che si sente sminuito se non va in prima serata». Gerry Scotti fa professione di modestia, l’orario del pre-telegiornale è la sua confort zone, dove si è applicato in più di 5000 puntate. Fascia che non va affatto sottovalutata perché a quell’ora ormai ci sono ascolti milionari. Il conduttore mette in ghiaccio Caduta libera (dopo oltre 200 puntate consecutive) e da lunedì 18 propone un nuovo quiz, Conto alla rovescia. «Per un programma come questo l’ideale sarebbe un concorrente alla Mike Bongiorno: questo è un quiz puro — spiega Gerry Scotti —. Per vincere non basta essere bravi ma occorre essere velocissimi, è un gioco incisivo, senza perdite di tempo, abbiamo voluto fare una cosa diversa da Caduta Libera, molto giocabile da casa». Niente vallette però: «Non è più tempo, è diventato un ruolo svilente per le donne. E poi le Letterine non saprei più a chi farle sposare…».

Le regole del gioco

In onda su Canale 5 da lunedì a domenica alle 18.45 , il quiz è caratterizzato da un ledwall in cui domina il tempo che scorre, un countdown che mette ansia e fa sbagliare. Conto alla rovescia è un format originale italiano (di Rti e Banijay Italia, che lo produce) dove in ogni puntata cinque concorrenti si sfidano per eliminare gli avversari. Le quattro manche di gioco stabiliscono chi tra gli sfidanti andrà a casa e chi procederà nel gioco. Il concorrente che avrà superato tutte le fasi precedenti affronterà il Time Out, round finale in cui in 3 minuti dovrà dare 20 risposte esatte. Il campione potrà vincere 100.000 euro a puntata.

Il giudizio su Celentano

Gerry Scotti è stato uno dei protagonisti della «tavola rotonda» sulla tv con Celentano. Agli spettatori il risultato non è parso granché, il conduttore spiega il suo, privilegiato, punto di vista: «Celentano è un bambino di 80 anni, pieno di curiosità su tutto, una persona emozionata e affettuosa, proprio il genere di uomo che speravo che fosse. Non avevo mai avuto occasione di conoscerlo prima, mi ha sorpreso per quante cose sapesse di me, mi ha fatto un sacco di domande sul mio lavoro. Mi auguro che la piacevolezza che ho provato io e non è venuta fuori nella prima puntata, possa emergere in quelle successive».

Renato Franco, Corriere.it

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