Porta a porta

Porta a porta

La Tv di Maramaldo

Neanche un momento di tensione, nessun conflitto verbale, niente scontri a muso duro. Chi si aspettava scintille tra Bruno Vespa e Virginia Raggi nella puntata di ieri notte di “Porta a porta”, su Raiuno, è rimasto certamente deluso. Così come saranno rimasti altrettanto delusi coloro che si aspettavano dichiarazioni nuove e importanti, o clamorose rivelazioni. Tra il famoso conduttore e la sindaca di Roma, faccia a faccia in due comodo poltrone, abbiamo assistito a una pacata conversazione, anche un po’ noiosa. Una rassegna di argomenti noti, senza colpi di scena. Disinvolta Virginia, impeccabile nell’abbigliamento, sorridente senza apparente finzione: scriminatura dei capelli al centro della testa, abito blu, camicia chiara vagamente violacea, rossetto leggero, orecchini impercettibili, catenina minimalista al collo.
Vespa: “Lei si è lamentata di due anni di fango, ma i suoi colleghi del movimento avevano aggredito il precedente sindaco, Marino. Potrebbe dire loro, oggi: state calmi, siamo tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio…”
Raggi: “Sono stata trattata come Jack lo squartatore… I toni della stampa dovrebbero essere uguali per tutti.”
Vespa: “Lei é stata assolta, ma i fatti addebitati ci sono, però non costituiscono reato.”
Raggi: “Sono stata assolta con formula piena, questo è un fatto…”
Vespa: “Speriamo che scelga meglio in futuro i suoi collaboratori…”
Raggi: “Nessuno ha mai puntato il dito contro certi collaboratori di Veltroni!”
Vespa: “Ha cambiato otto assessori e vari dirigenti”
Raggi: “Diciamo che periodicamente faccio delle verifiche…”
A seguire un contributo filmato, uno degli avvocati di Virginia dice che in caso di condanna la sindaca era pronta a fare un passo indietro. In studio, Vespa si accalora raccontando che domenica ha visto con i suoi occhi scene orribili a Trinità dei Monti; e non c’era neanche un vigile. Mancanza di personale, vigili sotto organico, ribatte Virginia. E poi – tra i presumibili sbadigli dei telespettatori – una carrellata insipida sui problemi di Roma quotidianamente discussi e finora insoluti: spazzatura, buche nelle strade, 18 bus incendiati nel 2018, i trasporti fallimentari dell’Atac… La Raggi, sempre sorridente e senza visibile impaccio, replica sempre compita e precisino. E dice che per le buche (50mila, secondo Vespa) e per il verde ha chiesto, finora inutilmente, 250 milioni al governo.
Fine dell’intervista. Un’occasione perduta. Fosse un match di boxe, la vittoria spetterebbe alla Raggi, mai in difficoltà. Troppo morbido Vespa, domande scritte con una penna d’oca. Bonariamente sussurra che per la sindaca comincia una seconda vita. Nell’interesse dei molti cittadini di Roma stremati ed esausti, speriamo che sia vero.

M.

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