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Festa del cinema di Roma, a James Ivory il premio alla carriera

Nuovo riconoscimento per il maestro del “period drama”, autore di capolavori come “Camera con vista” e “Quel che resta del giorno”. Il suo film preferito? “Mr. & Mrs. Bridge” 

James Ivory, a 94 anni, ha ricevuto il Premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma. Il maestro del “period drama”, autore di capolavori come Camera con vista e Quel che resta del giorno, ha realizzato 32 film da regista nell’arco della sua lunghissima carriera.

LA CARRIERA E I FILM PIÙ FAMOSI

Nato a Berkeley, nel 1928, il cineasta statunitense ha vinto un Oscar per la migliore sceneggiatura, a 89 anni, per Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. Tra i suoi film più celebri anche Maurice, con Hugh Grant, Leone d’argento per la regia al Festival di Venezia e Mr. & Mrs. Bridge con protagonisti Paul Newman e Joanne Woodward. Per questa edizione della Festa del Cinema di Roma ha portato in dono un documentario autobiografico, A Cooler Climate, realizzato insieme a Giles Gardner dopo la scoperta di una serie di scatole di pellicola che ha realizzato durante un viaggio che gli ha cambiato la vita in Afghanistan, nel 1960. “Quando gli stranieri hanno iniziato a occuparsi dell’Afghanistan, come russi e americani, e prima di loro gli inglesi, ho pensato: solo gli sciocchi possono pensare di prendere quel Paese. I talebani sono un’altra cosa, loro sono afghani. Sappiamo tutti che gli stranieri non possono dominare quel Paese. È una vecchia storia che continua a ripetersi”, ha spiegato oggi il regista parlando della situazione afghana.

IL SUO FILM PREFERITO È MR. & MRS. BRIDGE 

In un incontro con la stampa Ivory ha anche rivelato che il suo film preferito è Mr. & Mrs. Bridge che verrà mostrato stasera alla Casa del cinema come omaggio a Paul Newman e Joanne Woodward. “È il mio preferito, molto autobiografico nel senso del tipo di contesto sociale – ha spiegato Ivory – sono cresciuto nell’Oregon e, anche se il film si svolge nel Missouri, è molto vicino a me”. Riguardo all’Oscar del 2018, il regista americano ha invece raccontato: “Mi hanno proposto di essere produttore esecutivo di Call me by your name. Poi Guadagnino mi ha chiesto di essere co-regista e io ho accettato ma ho voluto scrivere la sceneggiatura. Non hanno chiesto alcun cambiamento – aggiunge – ed è una cosa rara per una sceneggiatura. Poi è stato facile raccogliere fondi per questo film e farlo”.


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