Scooby-Doo compie 50 anni. Ecco perché ci piace (ancora) così tanto

In occasione dei suoi primi 50 anni, arriva su Boomerang «Scooby-Doo and Guess Who?», la tredicesima serie dedicata al franchise che, per festeggiare il cane-investigatore, si avvale di ospiti eccezionali come Batman, Sia, Ricky Gervais e Whoopi Goldberg.

Il compleanno è di quelli importanti, ma a Scooby-Doo i cinquant’anni non pesano affatto. Da quando smaschera spettri e mangia tutto quello che gli capita sotto tiro, il cane-investigatore creato nel 1969 dalla matita di Joe Ruby, Ken Spears e Iwao Takamoto è diventato il simbolo di una generazione, il prototipo del fifone dal cuore buono che, quando si tratta di difendere i suoi amici, tira fuori tutta la grinta del mondo per poi godersi il meritato bottino a base di tartine e hamburger. E, ora che è arrivato alla mezza età, è giusto che anche Scooby si rilassi e venga celebrato come merita.

Succederà in Scooby-Doo and Guess Who?, la tredicesima serie dedicata al franchise che debutta su Boomerang dal 13 settembre tutti i giorni alle 20.10: un nuovo ciclo di episodi pieno zeppo di «ospiti illustri» che faranno una capatina per coccolare l’alano più famoso della tv.

Da Sia a Batman, da Sherlock Holmes a Ricky Gervais, da Wonder Woman a Whoopi Goldberg, tutti scendono alla corte di Scooby-Doo. Nella clip che vi mostriamo qui sopra in anteprima, per esempio, la banda di investigatori si imbatte nella simpatica comica statunitense che, dopo aver vinto l’Oscar per la sua interpretazione in Ghost, pensa bene di affinare le sue doti di medium e di aprire un varco fra i due mondi che porterà un perfido fantasma a insidiare i nostri protagonisti. Scooby, manco a dirlo, se la darà a gambe insieme a Shaggy mentre, a cercare di risolvere l’ennesimo mistero, saranno ancora una volta Fred, Daphne e Velma.

Con la faccia tontolona, la pancia che brontola di continuo e la voglia di salvarsi la pelle prima degli altri, Scooby-Doo è senza dubbio uno dei personaggi più divertenti della nostra infanzia, esempio di come una mascotte possa diventare l’eroe che nessuno di aspetterebbe. Scooby ci piace perché  non è perfetto. Perché, quando ci si aspetterebbe un briciolo di coraggio da parte sua, scappa lasciandosi dietro la nuvoletta di chi ha una gran fretta: anche gli eroi, dopotutto, hanno paura e questo li rende più vicini al nostro mondo. Tanto più per la voglia di fare incetta di hamburger e leccarsi i baffi.

Mario Manca, Vanity Fair

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